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Sassari

Sorso, il Consiglio si convoca al telefono

di Salvatore Santoni ; di Salvatore Santoni
Sorso, il Consiglio si convoca al telefono

Minoranza contro la vice sindaco: era l’unica presente nella conferenza dei capigruppo ma ha fissato lo stesso la seduta

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SORSO. Ha convocato una conferenza dei capigruppo per stabilire la data della seduta del consiglio comunale ma è stata l’unica a presentarsi alla riunione. Allora ha preso in mano il telefono, ha chiamato i capigruppo di minoranza e – a loro insaputa - ha inaugurato un nuovo metodo: la “teleconferenza dei capigruppo” .

É la curiosa vicenda di cui si è resa protagonista nei giorni scorsi la vice sindaco di Sorso, Marivanna Pulino, il cui operato viene oggi criticato dall’intera opposizione.

Il corto circuito è avvenuto il 28 dicembre scorso, quando all’apertura dei lavori della conferenza deu capigruppo, il vice sindaco si è ritrovata sola. E così ha deciso di chiamare al telefono il vice del Pd, Michele Roggio, e Gian Paolo Sanna, di Unione Riformista.

I due della minoranza hanno pensato a una chiamata di cortesia, ma poi nel verbale della riunione è comparsa questa frase: «il vice presidente interpella i consiglieri i quali impossibilitati ad essere fisicamente presenti concordano a ritenere la seduta regolarmente aperta».

Apriti cielo: l’intera minoranza è insorta. Il Pd ritene la convocazione per il prossimi consiglio (15 gennaio) nulla e accusa la maggioranza di aver messo in atto «l’ennesimo atteggiamento di assoluta incuranza del ruolo dell’ufficio di presidenza».

Unione Riformista disconosce il documento. «Ho provveduto a informare il segretario comunale affinché prenda provvedimenti e ho segnalato un possibile falso in atto pubblico», dice Gian Paolo Sanna, che rincara la dose: «da una chiamata di cortesia siamo passati a fare una teleconferenza: è una cosa che fa ridere i polli».

La vice sindaco – sentita telefonicamente - conferma di aver chiamato i consiglieri e scarica l’errore sugli uffici: «ci deve essere stato un errore nella compilazione del verbale. Lunedì ne parlerò con il dirigente».

Il primo cittadino sottolinea l’errore della “teleconferenza” ma reputa salva la prossima seduta del consiglio comunale. «Ritengo che la convocazione sia valida – spiega Giuseppe Morghen - poiché è nelle facoltà del presidente, e quindi anche del vice. Ma una riunione di capigruppo fatta al telefono non è valida».

Il gruppo Pd parla senza mezzi termini di violazione del regolamento. «Stando a quanto precisato nel regolamento degli organi – dice Michele Roggio - la seduta del 15 gennaio prossimo deve intendersi assolutamente nulla poiché la conferenza è valida quando è presente almeno la metà dei suoi componenti».

I due gruppi di minoranza sono compatti nel sostenere che si tratta di un atto illegittimo. «Il nostro – concludono i consiglieri - non è ostruzionismo. Ma semmai la pretesa del rispetto dei ruoli e delle regole.

Tuttavia non siamo nuovi ad episodi di questo genere: l’amministrazione comunale in passato ha prodotto spesso atti illegittimi, violando così come in questo caso i regolamenti.

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