Sassari, le note dei Rolling Stones risuonano in carcere
Per la prima volta l’istituto penitenziario di Bancali ha ospitato un concerto. Sul palco i MileStones, unica cover band isolana del gruppo rock britannico
SASSARI. “I can’t get no satisfaction, ’cause I try and I try and I try and I try, I can’t get no, I can’t get no...”. Qualcuno le sussurra appena queste parole. Qualche altro invece le urla a squarciagola.
Su queste note del celebre brano dei Rolling Stones sabato scorso si è chiuso un concerto straordinario in una location singolare: il carcere di Bancali. Un finale da applausi, con la platea in delirio, tutti in piedi a battere le mani, a cantare, a sfogare quel desiderio di “sentirsi soddisfatti”, per dirla come i Rolling Stones. “Soddisfatti” ancora una volta nella vita. Quasi una voglia di riscatto, un bisogno di esternare attraverso quelle note rock tutte le emozioni trattenute nell’anima. E in quel momento, ai circa cento detenuti della casa circondariale di Sassari, era concesso ballare e urlare.
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È stato un regalo straordinario quello che i MileStones, unica cover band isolana riconosciuta ufficialmente da Rolling Stones Italia, hanno fatto sabato scorso ai reclusi di Bancali. Un pomeriggio di grande musica con i più noti brani dello storico gruppo rock britannico: Start me up, Angie, Ruby Tuesday, Respectable, Don’t stop, Miss you, Brown sugar, Midnight rambler e molti altri ancora.
I MileStones, provenienti dalle prime formazioni isolane di blues con alle spalle un bellissimo tour estivo in tutta la Sardegna e diverse rassegne teatrali, hanno riscosso un successo incredibile di pubblico anche al festival Narcao Blues 2014. I componenti sono Mauro Aresu alla voce, Riccardo Frau e Luciano Uzzanu alle chitarre, Francesco Santu al basso e Carlo Rettaroli alla batteria. Hanno emozionato con la loro performance e, come hanno ben detto Maria Paola Soru (capo dell’area trattamentale del carcere) e l’educatrice responsabile dell’iniziativa Rosanna Roggio «ci auguriamo si tratti del primo di una serie di eventi di questo tipo che riteniamo siano momenti molto importanti di condivisione». Il concerto – il primo in assoluto organizzato da quando è stato aperto il carcere di Bancali – si è tenuto nella sala teatro dell’istituto penitenziario. Uno spazio enorme che solitamente viene utilizzato per attività legate, appunto, alle rappresentazioni teatrali. Ma che ha dimostrato di prestarsi anche per eventi musicali come quello dei MileStones.
Soddisfatta anche la direttrice Patrizia Incollu che, tra le altre cose, ha apprezzato la “condotta” dei detenuti. Impeccabile, va sottolineato, anche il lavoro degli agenti di polizia penitenziaria che non hanno mai perso di vista i detenuti. Un’iniziativa da ripetere anche per il cappellano del carcere, don Gaetano Galia, che ha partecipato al concerto seduto vicino ai “suoi” ragazzi.
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