La Nuova Sardegna

Sassari

Vertice in Confindustria per i 90 lavoratori Simind

di Gavino Masia

Tavolo tecnico martedì mattina tra sindacati e direzioni di Versalis e Sindyal Gli operai, che venerdì hanno scioperato, non ricevono lo stipendio da tre mesi

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PORTO TORRES. Organizzazioni sindacali e direzioni di Versalis e Sindyal si incontreranno martedì alle 10 nella sede di Confindustria per tentare di sbrogliare la matassa relativa ai 90 lavoratori Simind che non ricevono stipendio da tre mesi (neanche la tredicesima) e che non conoscono il loro futuro occupazionale all’interno del progetto Chimica Verde.

Nell’incontro della scorsa settimana c’era stata fumata nera tra la società subentrante della Icom e le organizzazioni sindacali sulla ricollocazione dei dipendenti della società Simind - che ha deciso di abbandonare il territorio –, e la stessa Icom, secondo i sindacati, pretende ora di scaricare sui lavoratori le valutazioni errate di imprenditori poco attenti sui lavori di manutenzione della società Versalis mettendo in discussione la tipologia contrattuale e diritti acquisiti negli anni dei lavoratori metalmeccanici. Una motivazione che venerdì ha spinto i lavoratori a manifestare davanti ai cancelli dell’ex petrolchimico, con un’adesione totale e con la manifestazione di solidarietà anche dei lavoratori di altre società presenti nello stabilimento. In attesa dell'incontro, comunque, i lavoratori, sostenuti dal sindacato, hanno deciso di presidiare davanti alle portinerie dello stabilimento, decisi a tutto per salvaguardare i propri diritti conquistati negli anni. «Troppo spesso – dichiara il segretario della Fiom-Cgil Gavino Doppiu – il cambio appalto diventa lotta per il lavoro e la sopravvivenza: la frantumazione delle condizioni salariali e normative per tutti i lavoratori che operano nello stesso sito industriale indebolisce la filiera degli appalti e consente all’impresa di comprimere il costo del lavoro e di azzerarne i diritti».

Per Doppiu condividere le strategie sindacali e contrattuali in un'ottica di unificazione della rappresentanza tra lavoratori diretti e indiretti significa fortificare le resistenze sindacali e omologare il più possibile diritti e salari nella medesima filiera produttiva. «Diventa urgente avviare rapidamente una nuova fase vertenziale unitaria – aggiunge -, che abbia come primo obiettivo l'affermazione di un nuovo sistema di regole in grado di garantire uguali diritti per tutti i lavoratori: su questi obiettivi occorrerà incalzare Confindustria e le grandi committenti industriali e, se necessario, chiamare alla mobilitazione tutti i lavoratori del polo industriale». Sulle incertezze occupazionali del progetto Chimica Verde interviene anche il consigliere comunale di Autonomia Popolare, Alessandro Carta, chiamano in causa gli enti locali: «Devono compiere, Comune di Porto Torres in primis, tutti gli sforzi possibili e necessari per tenere alta l'attenzione e sostenere un progetto che avrebbe potuto rappresentare un'importante realtà produttiva e che invece, col passare del tempo, costituisce purtroppo una grande incognita per i lavoratori. Non possiamo permettere che Matrìca diventi un fattore di emergenza e di perdita di posti di lavoro, col rischio di aggravare, negli anni, il carico dei Servizi sociali già al limite: per quanto possano essere rilevanti le incognite attorno alla chimica verde, tutti gli attori in causa hanno il dovere e la responsabilità di tutelare i lavoratori e le famiglie interessate».

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