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L’esperienza in Libano della Uisp

L’esperienza in Libano della Uisp

Balestri incontra oggi e domani gli alunni di Monte Rosello basso

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SASSARI. Lo sport come strumento di sviluppo, integrazione e supporto ai processi educativi in atto nei paesi in via di sviluppo. È il tema che oggi, primo marzo, e domani, Carlo Balestri, responsabile nazionale del dipartimento politiche internazionali, cooperazione e interculturalità dell'Uisp (Unione Italiana Sportpertutti) affonterà con gli studenti della scuola primaria di secondo grado 5+12 e dell'Istituto Comprensivo Monte Rosello Basso parlando dell'esperienza dell'associazione in Libano. «L'idea dell'incontro nasce – è detto in un comunicato – dalla volontà di dirigenti e insegnanti di offrire ai ragazzi strumenti di informazione necessari a combattere stereotipi e pregiudizi».

Dalle 9 alle 11 Carlo Balestri insieme con Mariapina Casula, presidente dell'UISP sassarese e Loredana Barra, dirigente e formatrice nei campi profughi palestinesi a Beirut parleranno con i ragazzi di cosa sta succedendo nel mondo e delle cause dei processi migratori attuali. Era il 2007 quando per la prima volta Vivicittà, una della manifestazioni simbolo dell'Uisp, fa tappa a Beirut. «Da quel momento in poi l'impegno in Libano non si è più fermato – spiega l’associazione – : sono state allestite palestre per la soft - boxe, sono stati formati istruttori, è stato fornito il materiale per lo svolgimento di attività sportive in 10 scuole dei campi profughi palestinesi del Libano, sono stati effettuati corsi di formazione per favorire l'inclusione e l'integrazione e alcuni interventi di riabilitazione all'interno della struttura della Fondazione Kanafani nel campo di Ain Al Helweh. E tanto altro ancora».

Anche l'Uisp Sardegna ha dato il suo contributo, portando l'esperienza dei suoi operatori all'interno dei campi profughi palestinesi. L'ultimo intervento si è concluso lo scorso dicembre e ha visto coinvolti da un'operatrice dell'Uisp di Sassari, Irene Tola, assieme ad Alessandro De Paolis di Roma a favore dei minori dei campi profughi di Mar Elias, Burj Barajneh e Rashidieh co-finanziato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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