Cgil: «L’Asl non fa nulla per salvare l’ospedale»
Per il sindacato non sono stati mantenuti gli impegni presi con il territorio Così sarà impossibile ottenere il riconoscimento di presidio di primo livello
OZIERI. Le rappresentanze sindacali della Fp Cgil scendono in campo in difesa dei servizi dell’ospedale Segni, denunciando «l’atteggiamento disinteressato del commissario straordinario e della dirigenza amministrativa e sanitaria dell’Asl».
Un’indifferenza colpevole, secondo le Rsu Giuliana Becugna, Mario Cappai, Piergianni Seu, Toto Terrosu, dettata da una precisa volontà: quella di non agire, non intervenire, «in modo che la battaglia per il riconoscimento del presidio di I livello, che le forze politiche e sindacali del territorio unitariamente stanno portando avanti, sia inutile». Nella bozza della riforma regionale, infatti, al momento la classificazione al primo livello è subordinata a un “attento monitoraggio”, utile in primo luogo a verificare la possibilità di istituire la Rianimazione: monitoraggio da effettuare entro la fine dell’anno, ovvero entro pochi mesi. È evidente, quindi, secondo i rappresentanti sindacali, che la “non azione” è del tutto voluta, e significa il far venire a mancare quel monitoraggio. Lo si evince dal fatto che gli impegni presi dal giugno dello scorso anno «con gli amministratori, le organizzazioni sindacali del territorio e soprattutto con i cittadini» non sono stati ancora mantenuti. Si tratta, in particolare, della mancata apertura del nuovissimo reparto di Neurologia e della non conclusione dei lavori del blocco operatorio. Ma non è tutto: i rappresentanti della Fp Cigl stilano un lungo elenco di “incompiute” e disagi: la chiusura della sala operatoria di ginecologia e chirurgia, ancora non idonea nonostante da tempo siano stati individuati i punti da sanare; lo smantellamento del servizio di pediatria, chiuso per la mancanza di un medico che in otto mesi non è stato rimpiazzato mentre, anzi, uno dei pediatri è stato trasferito ad Alghero (dove, oltretutto, sono stati inviati anche due oculisti sempre da Ozieri); mancanza di adeguato personale turnista nel centro trasfusionale (servizio accreditato dalla Regione); personale dei reparti «sull’orlo di una crisi di nervi» a causa di turni massacranti dovuti a riduzioni d’orario e mancate sostituzioni di personale in malattia o maternità. Una lunga serie di problemi più volte segnalati, ma che hanno avuto un’unica risposta: «dobbiamo rispettare il blocco del turnover». E così l’ospedale langue, in barba alla presenza di «attrezzature all’avanguardia e macchinari modernissimi cui si affiancano la professionalità l’impegno e la disponibilità di tanti operatori, che con grande responsabilità, nonostante i disagi, fanno la propria parte garantendo nel miglior modo possibile i servizi».
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