San Pietro devastato dalla mareggiata
A Valledoria le onde hanno spazzato via le protezioni dunali mentre sono emersi detriti di cantiere sepolti sotto la sabbia
VALLEDORIA. È bastata una violenta mareggiata durata una notte a sfregiare l’opera di consolidamento dunale in atto dal 2012, e che forse non riuscirà a essere terminata neanche per l’inizio di questa estate. Complici le forti raffiche di vento di maestrale, il mare con la sua forza dirompente ha spazzato via quel poco di spiaggia che ancora era presente sul litorale di San Pietro, e allo stesso tempo ha scavato sotto la spiaggia da dove incredibilmente sono venuti fuori detriti costituiti da materiale laterizio di risulta nonché costoni di roccia. Ma le onde sono state ancora più incisive dato che in un colpo hanno frantumato le barriere costituite da canneti messi a protezione della fascia dunale creata artificialmente per combattere l’erosione della spiaggia. Insomma, davanti agli occhi degli increduli cittadini si è presentato un vero scempio ai danni di uno dei più bei litorali del Golfo dell’Asinara. E i commenti su facebook non sono mancati di certo. Si va da «è bastata una mareggiata per spazzare via tutti i nostri sogni di avere un bel litorale per la prossima estate», ad altri decisamente più polemici: «Stiamo parlando di tanti soldi, chiunque avrebbe realizzato meglio. Ricordate, il legname non va d’accordo con il sale, visto cosa’è successo (per restare in zona) all’Isola Rossa? Voi credete che questi tecnici siano più intelligenti degli altri? Non passerà molto a riparlare di cosa si poteva fare e non si è fatto», e ancora: «Questo progetto è una grande utopia... si sapeva che doveva finire così». e per finire: «Ma chi avrebbe dovuto vigilare quando si sotterravano i calcinacci sotto la spiaggia?». Insomma, anche i più ottimisti all’inizio dei lavori oggi appaiono molto scettici sullo stato dei lavori che si stanno facendo sul lungomare, ormai sconvolto nel suo aspetto naturale dato che tutto intorno oggi è stato realizzato artificialmente. Qualche nostalgico aggiunge: «Fin da bambini mio padre mi portava con la sua macchina a guardare il panorama del mare, io poi l’ho fatto con i miei figli ma oggi tutto questo non si potrà fare dopo la costruzione della duna di sabbia, il nuovo lungomare che sta sorgendo sarà tutta zona pedonale e noi non potremmo più arrivare con la macchina fino al centro Gabbetti, per posteggiarci di fronte al mare durante le sere invernali e vedere quello spettacolo che solo il mare ti può offrire».
«La mareggiata ha fatto emergere alcuni massi, che erano stati utilizzati negli anni per gli interventi di ripristino del marciapiedi - dichiara l’assessore all’Ambiente Lucio Sanna -, lavori effettuati periodicamente con costi notevoli perla nostra comunità. Questi massi sono stati in parte utilizzati, come previsto dal progetto approvato dalle competenti autorità regionali, per la costruzione del corpo dunale. L’impresa che sta svolgendo i lavori - spiega Sanna in una nota stampa - ha anche provveduto al risanamento dai detriti di vario genere presenti nella sabbia utilizzata per la duna. Sarà nostra preoccupazione assicurarci che non vi siano responsabilità di alcun genere in ciò che è accaduto, - conclude Sanna - ma, essendo un cantiere ancora aperto siamo assolutamente convinti che verranno presi i provvedimenti del caso. L’evento ha provocato sicuramente un giusto disappunto tra i valledoriani e sarà nostro dovere vigilare affinché la situazione venga risolta con la dovuta celerità». Intanto, c’è da sottolineare che i lavori dovevano essere già conclusi, collaudati e consegnati entro la fine di dicembre, ma allo stato attuale così non è, ora con questo nuovo disastro i cittadini si chiedono: ma quando vedremo la fine di quest’opera così imponente che fino a ora ha creato solo disagi e disservizi alla popolazione?
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