Schermi frangivento, la polemica non si placa
VALLEDORIA. Non si sopiscono le polemiche e i diversi punti di vista da parte dei cittadini in merito ai danni provocati dalla mareggiata che alcune settimane fa ha spazzato via alcuni metri cubi...
VALLEDORIA. Non si sopiscono le polemiche e i diversi punti di vista da parte dei cittadini in merito ai danni provocati dalla mareggiata che alcune settimane fa ha spazzato via alcuni metri cubi degli “Schermi frangivento a scacchiera”, messi a protezione della duna artificiale, e fatto affiorare sulla spiaggia vistosi detriti costituiti da residui di mattonelle, cordonate e addirittura interi pezzi di muro in calcestruzzo. Infatti, molti cittadini chiedono a gran voce di avere maggiori informazioni sullo stato dei lavori, sul loro completamento, e soprattutto se entro l’estate il lungomare di San Pietro sarà usufruibile da parte dei bagnanti. «I lavori di completamento sul lungomare di San Pietro – dichiara l’assessore ai Lavori pubblici Ettore Puttolu – sono in stato di avanzamento e non si fermeranno di certo perché una mareggiata ha danneggiato alcuni metri cubi dei canneti messi a protezione della duna. Tutto è nella norma – aggiunge Puttolu – perché gli schermi frangivento hanno svolto il proprio compito. Ovvero quello di proteggere la duna retrostante». Eppure, dallo studio dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) – documento che sta girando anche sulle pagine di facebook e messo in circolazione dagli internauti – nella parte riguardante le tecniche di ingegneria naturalistica applicate alla conservazione degli ambienti dunali, e in particolare quella sull'importanza degli schermi frangivento dice: «Nella ricostruzione e protezione delle dune embrionali possono essere utilizzati schermi frangivento disposti a scacchiera (con quadrati di circa l,5m di lato così come a san Pietro a mare) realizzati con stuoie di canne pretessute posizionate su un’intelaiatura costituita da pali di castagno. Ove possibile i quadrilateri dovrebbero essere orientati ortogonalmente alla direzione dei venti prevalenti. Queste strutture hanno la funzione di favorire la deposizione della sabbia eolica e la conseguente creazione di un deposito dunale. La vegetazione trova poi le condizioni favorevoli al proprio sviluppo evolvendo e provvedendo progressivamente all'accrescimento e alla stabilizzazione del deposito. Con il tempo, le palizzate si coprono di sabbia, marciscono e scompaiono, lasciando la duna con un aspetto naturale già a partire dal 6°-7° anno».
Insomma, allo stato delle cose sono in tanti a chiedersi se la realizzazione delle scacchiere in canneto sia stata eseguita a regola d’arte, considerato che alla prima mareggiata – senza che l'intero lavoro fosse ultimato e quindi non dopo 6 o 7 anni – è stato spazzato via con conseguente danno che attualmente l'impresa presente in cantiere si impegnerà a sistemare.
Giulio Favini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
