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Sassari

Impianti e palestre, ecco il “tesoretto” del Comune

di Vincenzo Garofalo
Impianti e palestre, ecco il “tesoretto” del Comune

Sono oltre cinquanta le strutture a disposizione del mondo sportivo cittadino Invariate rispetto al 2015 le tariffe di utilizzo per privati, squadre e associazioni

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SASSARI. Ventinove impianti sportivi e ventuno palestre scolastiche. È il tesoretto immobiliare che il Comune di Sassari mette a disposizione del mondo dello sport cittadino. Restano fuori quattro palestre di altrettante scuole non utilizzabili per problemi di agibilità. La mappa dettagliata è stata illustrata ieri dall'assessora Vittoria Casu e dalla dirigente Simonetta Cicu, convocate dalla quinta Commissione consiliare presieduta dalla consigliera Pd, Carla Fundoni. Un tesoretto che rende poco alle casse di Palazzo Ducale, e costa molto soprattutto in termini di manutenzione straordinaria. Le strutture che il Comune ha ceduto in gestione, in regime di convenzione, sono: il PalaSerradimigni, il PalaSantoru, la palestra Simula, le piscine di Latte Dolce e di Lu Fangazzu, lo stadio Vanni Sanna e il complesso di campi da tennis annessi, sette campi di calcio in sintetico o in terra battuta, lo Stadio dei pini per l'atletica, il ciclodromo all'Arena del sole, quattro campi di calcetto, lo skate park, tre impianti polivalenti per il pattinaggio, le bocce, il baseball e il softball.

La disponibilità delle palestre annesse alle scuole comunali, è soggetta al lasciapassare dei dirigenti scolastici che, dopo aver sentito il parere dei rispettivi consigli d'istituto, comunicano giorni e orari in cui le palestre possono essere utilizzate da chi fa richiesta al Comune. Per le ventuno palestre disponibili il Settore sport di Palazzo ducale ha rilasciato quarantanove concessioni d'uso, di cui usufruiscono trentatré società sportive. Tutto ceduti secondo un tariffario di circa 150 voci. Lo scorso anno il Comune aumentò del 10 per cento le tariffe per le manifestazioni nona pagamento, e del 20 per cento quelle per gli eventi a pagamento.

Quest'anno invece la Giunta ha deciso di non ritoccare nemmeno di un centesimo i prezzi già stabiliti nel 2015. Un tariffario che non consente al Comune di coprire nemmeno i costi di manutenzione. E su questo alcuni consiglieri hanno avuto da ridire: Dino Ghi ha chiesto se non fosse il caso di rivedere le tariffe più basse (si parte da 2,2 euro l'ora), proprio per fare in modo che con gli introiti si potesse far fronte, almeno in parte, alle opere di ristrutturazione di cui molti impianti hanno necessità. Marco Manca, ha chiesto maggiori controlli da parte dell'amministrazione, perché, dice, ci sono società che pur gestendo impianti sportivi in convenzione, non curano le manutenzioni ordinarie, costringendo poi il Comune a interventi straordinari e costosi. Dal consigliere 5 Stelle, Marco Boscani, è arrivata invece una richiesta: consentire anche alle associazioni teatrali di partecipare ai bandi pubblici per l'utilizzo delle palestre scolastiche. Una possibilità che né l'assessora Vittoria Casu, né la dirigente Cicu, hanno escluso a priori per il futuro. Non è mancata la tirata di orecchie dai consiglieri Enrico Sini e Giampaolo Manunta, che hanno ricordato all'assessora come le borgate e l'agro abbiano pochissime strutture sportive a disposizione.

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