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Due giorni di lavoro persi: niente caffè e serate annullate

Due giorni di lavoro persi: niente caffè e serate annullate

SASSARI. Solo chi ha la fortuna o meglio la lungimiranza di avere una cisterna capiente e un buon autoclave in questi giorni l’ha passata liscia. Per gli altri è stato un inferno. In primis per i...

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SASSARI. Solo chi ha la fortuna o meglio la lungimiranza di avere una cisterna capiente e un buon autoclave in questi giorni l’ha passata liscia. Per gli altri è stato un inferno. In primis per i gestori di bar e ristoranti. Daniele del Caffè 2000 (incrocio via Amendola con viale San Pietro) ieri sera aveva organizzato una serata all’insegna del buon vino: «Avevamo il tutto esaurito – dice – era un’iniziativa in onore dell’enologo scomparso Giacomo Tachis, e avrebbero partecipato le cantine Argiolas, Santadi e Agripunica. Ho dovuto disdire la serata perché dai rubinetti non sgorga una goccia d’acqua e anche le riserve della cisterna dopo due giorni sono esaurite. Per me è un danno ingente». Ma anche i gestori dei bar del Monte Rosello non se la passano meglio. In via Pascoli Antonello dell’Over Time ha dovuto chiudere i battenti e ha perso un’intera giornata di lavoro. «Impossibile utilizzare i servizi igienici o la macchinetta del caffè. Anche quando ieri è tornata l’acqua, prima di poterla utilizzare ci è voluto diverso tempo. Quaranta minuti solo perché diventasse limpida, e poi ho dovuto fare 4 volte la lavastoviglie per riuscire a lavare tazze, bicchieri e posate». Stesso identico disagio per Simona del Bar Sporting , sempre in via Pascoli. Chiusi dalle 19 di mercoledì, poi tutto il giorno successivo e solo ieri hanno potuto rimettere in funzione la macchina del caffè.

Anche le famiglie si sono dovute arrangiare: Giovanni, che abita in via Poligono ha dovuto chiedere l’acqua a dei conoscenti. «Tutti gli inquilini del mio palazzo erano nella stessa mia situazione – dice – e ci sono anche anziani e disabili». E infine il paradosso per Massimo Cilia, gestore della pizzeria ristorante Piazza Garibaldi di Porto Torres: «Ci siamo dovuti arrangiare con un centinaio di bottiglie d’acqua destinate alla vendita. La beffa è che, nonostante per settimane sia sgorgata acqua sporca e maleodorante, qualche giorno fa ho dovuto pagare quasi 18mila euro ad Abbanoa».

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