Giornata di studi su Aligi Sassu
Nella sala omonima relazioni e la proiezione di un cortometraggio
THIESI. Una giornata di studi dedicata all’opera di Aligi Sassu in Sardegna. Non si limiterà alla celebrazione dell’artista, ma coinvolgerà anche i giovani, la manifestazione in programma venerdì alle ore 10 nella sala Sassu in via Garau. La giornata, a cura di Antonio Serra e Stefano Ruiu, è stata organizzata dall’“Associazione culturale e delle tradizioni popolari Seunis-Thiesi”, (Sotziu Culturale e de sas traditziones populares), con il patrocinio della Regione, del Comune di Thiesi e della Fondazione Aligi Sassu. Il programma della manifestazione sottolinea ed esprime le opere di Aligi Sassu custodite nell’isola.
L’eccezionale artista, pittore, ceramista, incisore, scultore, e scrittore, sarà ricordato, in collaborazione con gli alunni dell’Istituto tecnico “Musinu”, con una rassegna stampa sulle pluralità delle sue raffinate espressioni artistiche, nelle quali rispecchia mirabilmente momenti diversi e importanti di un’esperienza di vita peregrinante, ricca di sussulti morali e politici, di profonda conoscenza degli uomini, dei più grandi artisti del suo secolo e della pluralità dei costumi e abitudini di tante nazioni.
Seguirà la presentazione e proiezione, in anteprima, del cortometraggio “Aligi Sassu in Sardegna”, realizzato da Alessandro Macchi. La parola passerà quindi ai relatori, Simona Campus, docente nell’Università di Cagliari, e Salvatore Tanca, assessore alla Cultura del comune di Thiesi. Il compito di moderatore sarà affidato al giornalista, e appassionato cultore di Sa Limba, Paolo Pillonca. All’incontro parteciperà anche il figlio dell’artista Vicente Sassu e Antonio Ruzzu, dirigente dell’Istituto superiore “E. Fermi”, di Ozieri.
Sarà un’occasione importante per conoscere e apprezzare ancor di più il percorso di vita del grande artista, ricco di travagli interiori, passioni, vicende politiche e successi e per immaginarlo anche attraverso il colore.
Perché «Aligi Sassu è il colore – come ha scritto Simona Sassu in un testo a lui dedicato – È il colore della Sardegna, del mondo, dell’anima. È il rosso, è il giallo della canicola bruciante sui fichi d’india nel Sulcis e della luce confusa tra i partigiani morti ammazzati. È il verde della bandiera dei Saraceni conquistatori e di un cavallo immaginario. È il bianco della schiuma del mare e degli abiti femminili. È il nero dentro le miniere e della notte” quando il “nero diventa una voce che canta il blues, catartico come il cielo di Spagna e Sardegna».
E come non ricordare che l’artista ha scelto Milano come ambito ideale nel quale crescere, ha trovato in Maiorca la terra dove vivere e amare, ma il suo sguardo è rivolto sempre alla Sardegna, dove ritorna perché è la terra di suo padre dove ha posto le fondamenta del suo vivere civile e motiva anche il suo istinto per la libertà.(e.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google