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Nomine, il senato difende la sua scelta

Nomine, il senato difende la sua scelta

La reazione dei vertici dell’Università alle accuse dei sindacati: «È una strumentalizzazione»

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SASSARI. Ancora polemiche sul fronte delle nomine nel Cda dell’ateneo turritano. Con l’università che difende a spada tratta la scelta fatta due giorni fa in sede di senato accademico di nominare un candidato rappresentante del personale tecnico amministrativo appartenente sì alla rosa indicata dai dipendenti ma non il più votato in seguito a una consultazione interna al comparto. A quanto pare, dagli uffici del rettore emerge quasi stupore per la reazione delle rappresentanze sindacali di fronte a quella che viene considerata un normale applicazione delle prerogative del senato. Quella di indicare un serie di nomi fra le persone che si sono candidate al difficile compito di sedere negli organismi strategici dell’ateneo è considerata infatti una semplice indicazione «di cui certamente i membri del senato e il rettore tengono conto ma che va a integrarsi con i curriculum presentati dai candidati stessi che fanno la differenza nella scelta finale».

E da voci di corridoio sembra che la minaccia delle organizzazioni sindacali di “ritirare” i rappresentanti nel Cda, nel senato accademico, nei dipartimenti e nel consiglio del personale sia ritenuta inaccettabile visto che «molti dipendenti non sono iscritti ad alcun sindacato e duecento dei circa 800 dipendenti appartenenti al personale tecnico amministrativo hanno scelto di non votare».

Così il gesto dei sindacati di fronte all’esclusione del candidato più votato, rappresentante della Uil-Rua, è stato considerato nell’ambiente accademico una strumentalizzazione «considerato che lo statuto dell’università, votato anche dalle rappresentanze sindacali, in materia è molto chiaro e dice che il senato sceglie da una triade di candidati quello che presenta i migliori requisiti e si tratta di una scelta insindacabile».

Nella lettera inviata al rettore, al direttore generale e al senato accademico però i sindacati Cgil, Cisl e Uil parlano dell’ennesima dimostrazione che i rapporti fra la dirigenza dell’università sono praticamente nulli e che dall’insediamento del nuovo rettore non è stato possibile arrivare a un incontro sul futuro dell’università e sulle condizioni dei lavoratori all’interno dell’ateneo. Per i prossimi giorni le organizzazioni sindacali hanno convocato un’assemblea generale.

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