La Nuova Sardegna

Sassari

Le bandiere blu circondate dal degrado

di Salvatore Santoni
Le bandiere blu circondate dal degrado

Sorso, la quarta e la quinta discesa al mare hanno ottenuto l’importante riconoscimento ma le spiagge sono abbandonate

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SORSO. Sono arrivati a bordo del loro camper con la famiglia al seguito. Hanno scelto una discesa a mare per passare qualche ora in mezzo alla natura e hanno tirato il freno a mano in mezzo a una duna di sabbia. Non una di quelle tutelate, ma di quelle che si formano nei parcheggi quando la sabbia si accumula e il Comune non interviene. Accade al quarto pettine, una delle due spiagge battezzate con la bandiera blu, l'importante riconoscimento internazionale rilasciato soltanto ai migliori arenili. Ma la realtà racconta un'altra storia, fatta di degrado e abbandono. Tecnicamente, i turisti stranieri che stanno passando le vacanze al quarto pettine, hanno parcheggiato in un vicolo chiuso. E considerata la mole di sabbia che si è ammassata sulla carreggiata, è come se si trovassero in un prolungamento della spiaggia. Gli altri automobilisti che arrivano nella discesa a mare, invece, non sembrano tanto contenti. Sì, perché arrivati a un certo punto l'asfalto si inabissa e si alza una duna: impossibile transitare. Per uscire c'è chi lavora di sterzo in spazi angusti e inverte la marcia o chi percorre la strada in retromarcia fino all’ingresso. Ovviamente, tutto contromano. E soprattutto con le luci del giorno, anche perché di notte l'ostacolo non è segnalato.

Qualche centinaio di metri più avanti le cose non cambiano di molto. Nella spiaggia gemella bandiera blu, la quinta, il pericolo è proprio all'imbocco con la strada litoranea, dove uno strato di sabbia attendere automobilisti e motociclisti in entrata e uscita dal parcheggio: il rischio di finire in mezzo alla litoranea è tangibile e quindi la prudenza nel pigiare il freno è d'obbligo per evitare slittamenti killer.

Niente di buono (e di nuovo) nemmeno alla sesta discesa a mare, dove la sabbia sulla carreggiata è ormai diventata una caratteristica del luogo. Chi frequenta il posto lo sa: per superare la lingua di sabbia che copre perennemente l'asfalto c'è da prendere la rincorsa. E poi c'è chi non lo sa e rimane fregato, come una coppia di turisti che è dovuta ricorrere all'aiuto di alcuni passanti per riportare l'auto in carreggiata dopo essersi arenata. Ieri la situazione era simile, con alcuni automobilisti che per raggiungere il chiosco hanno lasciato le auto in sosta all'entrata del pettine per evitare di rimanere bloccati.

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