Fornelli, da carcere a monumento della memoria
PORTO TORRES. Il consiglio direttivo del Parco nazionale dell’Asinara, dopo la presa in carico della sezione di massima sicurezza dell’ex carcere di Fornelli, nella riunione dell’altro ieri ha...
PORTO TORRES. Il consiglio direttivo del Parco nazionale dell’Asinara, dopo la presa in carico della sezione di massima sicurezza dell’ex carcere di Fornelli, nella riunione dell’altro ieri ha deciso di affidare agli uffici le direttive per studiare un bando di concorso di idee per la ristrutturazione e la conservazione dell’immobile. Secondo il vice presidente dell’Ente Parco, Antonio Diana, è necessario iniziare a pensare a una strategia, in sintonia con quelle che sono le indicazioni del Piano del Parco, che tenga conto della vocazione dell’edificio e della sua conformazione: «Pensare al carcere, porta sud d’accesso al Parco, come a un grande contenitore di storia, cultura, saperi, sapori e profumi dell’isola dell’Asinara».
La struttura, con tutte le sue aree pertinenti, per Diana può diventare la prima tappa per chi vuole conoscere la storia dell’Asinara nelle varie epoche e per chi voglia approfondire la storia dell’isola carceraria. «Il percorso guidato all’interno del carcere – aggiunge –, anche grazie all’ausilio di supporti virtuali, potrà illustrare e far conoscere l’isola al visitatore in tutte le sue sfaccettature: natura, mare, anfratti, aree sottoposte a vincolo ambientale inaccessibili».
Anche per il consigliere Luciano Mura è importante che si apra un ampio confronto sul progetto per il recupero del carcere di Fornelli, luogo simbolo della storia degli ultimi decenni del nostro Paese. «La storia vera d'Italia, quella che spesso si dimentica ma che ha rischiato di mettere in ginocchio la nostra nazione, è infatti passata dall’Asinara anche attraverso il supercarcere di Fornelli: un confronto che permetterà di individuare un percorso integrato di restauro e valorizzazione di quello che ritengo essere un monumento nazionale, perché quella struttura, oltre la conservazione della memoria, può diventare un centro di iniziative per promuovere eventi culturali, di educazione ambientale e il turismo sostenibile». (g.m.)
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