Zola sbaglia, flop azzurro
Decisivo l’errore dal dischetto con i tedeschi: l’Italia di Sacchi fuori al primo turno
Un flop azzurro clamoroso: eliminazione al primo turno dopo la finale Mondiale di Pasadena di due anni prima, persa contro il Brasile. In buona sostanza la fine di un’epoca, quella di Arrigo Sacchi alla guida dell’Italia. In Inghilterra la fine dell’idillio, pochi mesi dopo il divorzio vero e proprio tra il tecnico del grande Milan e la federazione. Era l’anno del primo governo dell’Ulivo con Romano Prodi presidente del consiglio e del primo sciopero dei calciatori, ma il 1996 viene ricordato anche per il fallimento della Nazionale agli Europei; per il rigore fallito da Gianfranco Zola contro la Germania nella gara decisiva per la qualificazione al secondo turno; e per il Golden gol di Oliver Bierhoff che ha regalato il terzo titolo continentale ai tedeschi.
È stato il primo Europeo a 16 squadre; lo slogan era "Il calcio torna a casa" frutto dell’orgoglio degli inglesi chiamati a dare una dimostrazione di capacità organizzativa dopo l’epoca degli hooligans. E l'Italia era arrivata all’appuntamento da vicecampione del mondo, tra le favorite. Ma ha vinto la Germania di Berti Vogts che ha vendicato la sconfitta di quattro anni prima. Un successo firmato dal ct che ha avuto il coraggio di lasciare a casa l’eterno Lothar Matthaus preferendogli come libero Matthias Sammer che poi è stato eletto il miglior giocatore del torneo. Era la Germania di Andreas Koepke, il portiere pararigori decisivo sia al primo turno, quando ha neutralizzato il penalty di Zola, sia in semifinale, quando ha respinto il tiro dal dischetto dell'inglese Gareth Southgate, regalando la qualificazione ai tedeschi. Ma, soprattutto, di Oliver Bierhoff che ha deciso la finale contro la sorprendente Repubblica Ceca: è entrato nella ripresa, dopo il vantaggio di Patrick Berger, e dapprima di testa ha pareggiato i conti e poi, nei supplementari, ha sfruttato la regola del Golden Gol per alzare il trofeo.
L’Italia, invece, ha fatto ritorno a casa subito. Che non sarebbe stato un Europeo fortunato lo si era capito alla vigilia per via del grave infortunio a Ciro Ferrara. E poi Roberto Baggio, Giuseppe Signori e Gianluca Vialli a casa per scelta tecnica. E’ l’Italia di Sacchi, parte con grandi ambizioni, ma il soggiorno in Inghilterra è di breve durata. Il tempo di illudersi (2-1 alla Russia firmato da Pierluigi Casiraghi) per poi tornare con i piedi per terra per via della sconfitta (2-1) contro la Repubblica Ceca. Alla terza sfida l’Italia è arrivata con l’imperativo della vittoria contro la Germania. Ma il muro tedesco ha resistito grazie al rigore di Zola respinto da Koepke e nonostante l’inferiorità numerica. Azzurri a casa tra le polemiche. Di certo poco fortunati, visto che nel girone eliminatorio hanno affrontato le due finaliste, Repubblica Ceca e Germania, ma comunque a fine ciclo. Tant’è che dopo pochi mesi, esattamente il 6 novembre dello stesso anno, dopo la sconfitta per 2-1 in un'amichevole contro la Bosnia ed Erzegovina giocata a Sarajevo, Sacchi ha lasciato l'incarico di commissario tecnico della Nazionale per tornare ad allenare il Milan, subentrando il 3 dicembre ad Oscar Tabárez. Al suo posto, alla guida degli azzurri, è stato promosso (dall’Under 21) il compianto Cesare Maldini che, poi, ha chiuso l’avventura dopo i Mondiali di Francia 1998.
@roccocoletti1
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