Ossi, cede un pino nel parco di Fundone
Un ramo dell’enorme albero è precipitato sfiorando pista e panchine: per fortuna l’area era deserta
OSSI. Non nasce sotto buona stella il parco urbano di Fundone.
Alle tante polemiche che lo sommergono e all’erba che lo sovrasta si è aggiunto, improvviso e imprevedibile, un evento calamitoso il cui esito sarebbe potuto essere tragico: dal tronco centrale del maestoso pino marittimo, monumento naturale riconosciuto che da oltre un secolo domina la vallata rappresentandone il simbolo indiscusso, un ramo di notevoli dimensioni ha ceduto, crollando a lato del rio Badde e sfiorando una pista e alcune panchine realizzate di recente.
La fortuna ha voluto che il parco fosse chiuso in seguito all’ordinanza emessa dal sindaco Serra un anno fa e il caso ha fatto in modo che nessuno fra coloro che sono impegnati nella potatura dei pioppi e di altre piante si trovasse sotto l’albero al momento del crollo.
Per rendersi conto dei rischi sono sufficienti alcuni dati. Si tratta, infatti, di un raro esemplare della specie per le sue eccezionali dimensioni: circa sei metri la circonferenza del tronco alla base, trenta metri l’altezza della pianta, qualche decina di metri il diametro dell’ampia caratteristica chioma ad ombrello che copre la vegetazione sottostante; un paio di metri la circonferenza del tronco del ramo crollato per una lunghezza di circa venti metri: un albero nell’albero, per intendersi.
Il fatto sembrerebbe essersi verificato nella giornata di domenica, senza la presenza di testimoni; ma tra i vicini c’è chi parla di un fruscio crescente come l’inizio di un temporale, terminato con un tonfo e un botto finale assordante.
La segnalazione sarebbe arrivata in comune nella giornata di lunedì da parte di chi si trova impegnato a Fundone in operazioni di potatura.
Ha fatto seguito un sopralluogo del responsabile dell’Ufficio tecnico e dell’assessore all’ambiente Fabio Mudadu. La situazione è ora al vaglio dell’Amministrazione, che deve valutare il da farsi per mettere in sicurezza la pianta, che però si mostra severamente intaccata, con potenziale rischio del cedimento di altre ramificazioni.
Le sue condizioni precarie e le sue dimensioni fanno presupporre una certa difficoltà a individuare e mettere in opera l’intervento più opportuno atto a garantire la sopravvivenza della pianta e contestualmente la sicurezza per le persone nell’area sottostante.
Il parco comunque, senza il caratteristico pino, perde qualcosa di importante.
L’area è già stata ampiamente manomessa e Fundone, quello ricevuto in eredità, è il commento, è sempre più una cartolina sbiadita.
Pietro Simula
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