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Sassari

«Class action, Abbanoa esulta troppo presto»

«Class action, Abbanoa esulta troppo presto»

Allena, avvocato del comitato: lo stop del tribunale è immotivato e ricorreremo Panu: il giudice non entra nel merito delle sacrosante contestazioni sulle bollette

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SASSARI. Ricorso immediato contro la bocciatura del tribunale civile di Cagliari, «perchè nella mia esperienza non ho mai visto pubblicata nei quotidiani una sentenza integrale, di oltre 40 pagine, e comunque questo non era richiesto da nessuna parte». E comunque nessuno stop alla sostanza della class action: «nonostante ad Abbano a facciano i furbi infatti non c’è nessun giudizio di merito che gli dia ragione. I motivi del ricorso rimangono validissimi, e soprattutto rimane valido lo strumento della class action. Altro che stumentalizzazione o soldi presi agli ignari cittadini. Si dovranno rimangiare tutto. E si preparino a una nuova causa sull’acqua avvelenata che esce fuori dai rubinetti. Perché, tribunali a parte, chi ha ragione in tutta questa storia lo sanno bene tutti, tutti quelli che non hanno acqua potabile cinque giorni su sette, o di acqua non ne hanno proprio. E ci vuole la faccia e la prepotenza di Abbanoa a cantare vittoria in questo modo».

Non si perde certo d’animo il comitato per l’acqua, formato da un gruppo di ex consiglieri comunali sassaresi, che ha sfidato Abbanoa mettendo in piedi una class action legata alla quota fissa di bolletta legata al servizio idrico che, secondo i ricorrenti Abbanoa, dovrebbe rimborsare a tutti quelli che non hanno garantita l’erogazione idrica 24 ore su 24.

Class action cassata per un problema legato alla pubblicazione della sentenza che ammetteva l’azione legale, che il tribunale chiedeva fosse messo per tre volte su entrambi i quotidiani regionali. Impegno disatteso secondo il giudice e class action saltata. «Ma è assurdo chiedere – sottolinea l’avvocato del comitato Gianni Allena – la pubblicazione della sentenza integrale, e non del solo dispositivo. Stiamo parlando di 40 pagine, non si è mai visto, costerebbe decine di migliaia di euro, e non avrebbe senso. Ricorreremo, e vinceremo, come l’altra volta, quando du l’appello a dare il via libera alla class action».

Ma non basta: ««Abbanoa – tuona uno dei promotori Pierpaolo Panu – ha giocato sporco, sostenendo che il tribunale gli ha dato ragione sul merito. Mentre sulla questione della quota fissa non c’è una riga. E non solo, ha parlato di una class action chiaramente destinata a finire in un binario morto a spese di chi ci ha creduto in buonafede e ha magari partecipato ai costi dell'azione legale messa in campo dai promotori. Sono falsità inaudite, nessuno ha mai chiesto un euro per partecipare alla class action, fatta completamente a spese del comitato, che non finirà in nessun binario morto, come Abbanoa inutilmente spera»

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