Pattada, Papa Francesco fa gli auguri al padre centenario di Becciu

Lettera del pontefice al padre dell’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali del Vaticano

PATTADA. Ha compiuto cento anni venerdì scorso Antonio Maria Becciu, padre dell’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali del Vaticano. E tra i doni fatti al centenario è arrivata anche la graditissima lettera da parte di Papa Francesco con gli auguri e la benedizione apostolica a tutta la famiglia.

Monsignor Becciu ha celebrato la messa nella chiesa di Santa Sabina, assieme all’arcivescovo di Sassari Paolo Atzei, al vesccovo di Ozieri Corrado Melis e al vescovo emerito Giovanni Dettori. Presente il parroco di Pattada don Gianfranco Pala e tantissimi altri provenienti dalle parrocchie di Logudoro e Goceano. Ad accompagnare la celebrazione i canti della “Schola cantorum Santa Sabina”.

«Nostro padre ci ha insegnato a vivere nell’umiltà e nell’onestà e lontano dalla smania di ricchezza. Ha vissuto appieno la cristianità a iniziare dagli anni ottanta, quando iniziò a frequentare i pellegrinaggi di Lourdes, e quelli qui in Sardegna, per la madonna di Castro, che fino ai 94 anni ha affrontato a piedi», ha detto l'arcivescovo. Antonio Maria Becciu ha combattuto la seconda guerra mondiale e nel 1947, si è sposato con Antonina Curzu, con cui ha avuto cinque figli maschi, che gli hanno donato quattro nipoti. Ha sempre badato alla sua famiglia non con pochi sacrifici per far crescere i figli e provvedere alla loro sistemazione. Dapprima allevatore, nel 1962 è emigrato in Germania, dove è rimasto per venti lunghi anni a lavorare per la casa automobilistica Volkswagen. Da pensionato vive a Pattada, circondato dalle attenzioni di amici e parenti. Monsignor Becciu: «Onorare tutti gli anziani significa incoraggiare quella cultura che ci porta ad assisterli ad amarli e ritenerli parte integrante della nostra comunità. Noi, cristiani cerchiamo di opporci alla mentalità di chi pensa che gli anziani siano un peso, ma c’è di peggio: c’è chi vorrebbe facilitare il passaggio all’altra vita con l’eutanasia. Dobbiamo invece rispettare la vita che ci è stata donata fino all’ultimo momento».

Elena Corveddu

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