«Asinara, da 20 anni gli stessi problemi»
L’ex assessore comunale di Porto Torres Porcu: risolvere la questione dei cicli vitali e consentire di risiedere nell’isola
PORTO TORRES. «È bastato un progetto, poco più che una idea, per parlare dello sviluppo dell'Asinara, metà del territorio comunale di Porto Torres. Il rischio più probabile, altrimenti, è che ancora per altri 20 anni si andasse avanti così, in attesa di un altro Aga Khan o - se volete - di un Nino Rovelli che non arriveranno certo a risolvere i nostri problemi. Io ai grandi salvatori della patria (mai disinteressati) ho sempre preferito il lavoro di tutti i giorni».
Francesco Porcu, già assessore del Comune di Porto Torres, si è occupato per un periodo delle vicende dell'Asinara. E oggi che un progetto nato nell'ambito del Pd (partito del quale fa parte) riapre discussioni e scontri, rimette sul tavolo del confronto le sue conoscenze.
Il progetto. «L'uscita pubblica di quel progetto presentato dal geometra Giuseppe Marceddu - afferma Porcu - ha mosso l’acqua dello stagno. Ora l’impegno dovrà essere quello di evitare che l’acqua torni a stagnare, aspettando la soluzione dei problemi che in larga parte possiamo affrontare da soli. E male fanno gli ambientalisti a osteggiare un progetto che non aggiungerebbe sull’isola-parco neppure un grammo di cemento rispetto a quello che esiste già».
Una replica. Per Porcu, comunque, si tratta «di un progetto che ha già fallito, perché non tiene conto della realtà dell'Asinara. E l’investitore privato analizza tutti i particolari: in questo caso dovrebbe investire circa 56 milioni di euro per l’albergo e le strutture accessorie, realizzare il sistema idrico integrato e migliorare il porto di Cala d’Oliva. Dopo avere speso tale somma, il privato avrebbe in affitto per 30-50 anni le strutture per ammortizzare le spese e ricavarci il guadagno. Trascorso tale periodo, la Regione dovrebbe restituire all’investitore i 56 milioni (ricapitalizzati) e dovrebbe farlo accendendo un mutuo che, poi, verrebbe ripagato dal secondo locatario che subentrerebbe al primo».
56 milioni. L’ex assessore sostiene che «nessun investitore metterà sul banco 56 milioni per l'Asinara. Posso sbagliare, e ne sarei felice». Francesco Porcu invita a ragionare sui vent’anni passati, nel corso dei quali «abbiamo perso di vista i problemi di metà del nostro territorio, e ancora non ci siamo chiesti se abbiamo sbagliato qualcosa».
Cicli vitali. «Forse non abbiamo neppure capito che senza i cicli vitali l’isola-parco è paralizzata: l’unica cosa che si può fare è quella delle visite giornaliere per una frettolosa visita del Parco». Senza dare soluzione ai problemi di primo piano - secondo Porcu - l’Asinara è andata avanti sperando che il cambiamento arrivasse chissà da quale parte. «Si è aperto l’ostello e anche il ristorante senza avere certezze come il ciclo dei rifiuti, l’acqua potabile e le fognature. Insomma, oggi il privato dovrebbe fare anche l’acquedotto e il sistema fognario a suo carico».
Trasporti. «Ancora non ci siamo accorti che, invece di partire dal posto più vicino e sicuro – prosegue Porcu –, abbiamo chiesto la “continuità territoriale” con partenza da Porto Torres e arrivo a Cala Reale. Risultato? In 365 giorni l’anno si parte se ci sono condizioni meteo marine ideali) e quindi sono tanti i giorni in cui si resta in porto. Si fanno pochi viaggi giornalieri con una rotta insicura di 16 miglia invece di quella, naturale, di un paio di miglia, che permetterebbe di fare una infinità di collegamenti giornalieri. Siamo l’unico esempio di Isola Minore del Mediterraneo che per collegarsi alla terraferma usa la tratta più lunga e difficile».
Ciclo idrico. «Di acqua all’Asinara ce n’è più che sull’Isola madre - afferma Porcu -. Solo che la migliore raccolta si può fare nella parte più a nord e deve poi essere distribuita in tutta la dorsale. Basterebbe potenziare il bacino del Pecorile, aumentando la capacità imbrifera, per avere l’acqua dove serve: a Cala d’Oliva e a Cala Reale soprattutto».
I rifiuti. «È bene che si sappia che il costo del ritiro dei rifiuti è stato per anni a carico dei cittadini di Porto Torres: infatti gli appalti prevedevano un costo di circa 40mila euro spalmato sulle tariffe dei turritani dato che nessuno all’Asinara paga nulla: dai rifiuti all’acqua. Ancora non è stato messo a regime il ciclo dei rifiuti anche se esiste un progetto completo già finanziato».
L'assistenza medica. «Le autorità sanitarie enunciano uno strano principio: l’assistenza non può essere garantita all’Asinara perché non vi sono residenti stabili. Solo che senza questa garanzia nessuno potrà mai vivere sull’isola. E si continua con surrogati stagionali anche se il flusso dei visitatori e di chi ci lavora è continuo per tutto l'anno». Ostacoli. «Alla luce della grave mancanza dei cicli vitali – conclude Porcu – il problema della destinazione degli immobili è un falso problema, perché se non si eliminano gli ostacoli per i quali nessuno può risiedere all’Asinara, per lavoro o per altre scelte, ha poca importanza di chi sono gli immobili».
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