La Nuova Sardegna

Sassari

Autorità portuale unica c’è rischio declassamento

di Gavino Masia
Autorità portuale unica c’è rischio declassamento

Il sindaco: «Il Governo dovrebbe riconoscere il ruolo dello scalo turritano» Il Consiglio dei ministri domani deciderà sulla riorganizzazione degli enti

3 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. Il Consiglio dei ministri si riunirà domani a Roma per decidere sul decreto legislativo che riguarda la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina che concerne le nuove Autorità portuali: la nuova Authority unica per la Sardegna avrebbe sede a Cagliari, ma dalla riforma rischia concretamente di venire esclusa Porto Torres. Una situazione che ha spinto Italia Unica a protocollare ieri mattina una nota all’attenzione del sindaco Sean Wheeler – firmata dal coordinatore regionale Tore Piana e dai coordinatori provinciali e locali – per chiederle di inoltrare una richiesta ufficiale al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro competente per «istituire a Porto Torres, all’interno dell’Autorità unica, una struttura periferica al pari di Olbia». Su questo argomento il sindaco si augura che il Governo tenga conto delle esigenze già manifestate dai territori che sono sede di porti centrali per il sistema infrastrutturale marittimo italiano, come appunto lo scalo di Porto Torres, perché già lo scorso anno il consiglio comunale aveva tracciato la direzione, chiedendo all'unanimità che la città mantenesse il ruolo che legittimamente le spetta nel Comitato portuale e che venisse garantito il ruolo del sindaco in quanto unico organo di espressione diretta dell'intera comunità locale. «Questo dovrebbe essere uno degli elementi imprenscindibili affinché il progetto di riordino dei porti sia davvero credibile e rappresentativo – sottolinea Wheeler -, considerando che il nostro consiglio comunale aveva chiesto di tener conto dello stato di insularità della Sardegna, mantenendo entrambe le Port authority e spostando a Porto Torres la sede di una Autorità portuale, in quanto scalo della seconda area più popolata dell'Isola». Nei primi mesi del 2016 l'allora presidente della commissione Portualità, Carlo Marongiu, si era recato a Roma per chiedere ai parlamentari del M5S di esprimere il volere della comunità turritana: «Una posizione poi emersa l'8 giugno su iniziativa del deputato del M5S, Nicola Bianchi, nella commissione Trasporti alla Camera – aggiunge il sindaco -, per chiedere che alla nostra città venisse riconosciuto il proprio ruolo, posizione poi condivisa anche da altri parlamentari sardi». L’auspicio dell’amministrazione è che il decreto di prossima approvazione sia rispettoso del territorio, quindi, anche se il senatore Pd Silvio Lai ricorda che il Parlamento ha già fatto la sua parte: «Introducendo nel suo parere al Governo sul decreto sulla riforma del sistema portuale italiano la possibilità di dare a Porto Torres un ruolo specifico nella nuova Autorità portuale del mar di Sardegna, con l'apertura dell'ufficio territoriale autonomo. Per la Sardegna – prosegue il senatore sassarese - c'è inoltre la possibilità di far valere la specialità, previsione introdotta anch'essa nel parere reso al Senato da Marco Filippi su richiesta dei senatori delle Regioni speciali: ora tocca al Governo recepire le istanze che il Parlamento ha fatto sue sottoscrivendo all'unanimità le nostre proposte.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative