Stagno di Platamona, incendi e "alieni" sfrattano il pollo sultano
In pericolo l’ecosistema dell’area Sic di Sorso. Per l'Italia potrebbe arrivare la procedura di infrazione dall’Unione Europea
SORSO. È la mascotte dello stagno di Platamona, l’ospite più illustre del sito di interesse comunitario. Chi è riuscito a immortalarlo custodisce gli scatti con estrema gelosia e, dato che rischia di sparire, da domani potrebbero diventare ancora più preziosi. È la fine alla quale sembra destinato il pollo sultano che abita la zona umida di Sorso. Secondo le segnalazioni dei fotografi naturalisti - confermate dai dati della Lipu - gli esemplari si sarebbero ridotti drasticamente. La causa? I tre incendi nell’ultimo anno, la presenza di specie aliene nell’area tutelata e la mancanza di monitoraggi. E ora l’associazione sarda lancia l’allarme: «Si rischia una proceduta di infrazione dalla Ue».
Tartaruga killer. Germano reale, svasso, martin pescatore, airone bianco e rosso, folaga: non è solo il pollo sultano a essere a rischio. Una delle cause è la presenza di una specie aliena: la tartaruga americana. Si tratta di una specie che anno dopo anno si riproduce aumentando la presenza e mettendo a rischio la biodiversità dell’area tutelata. In sostanza, è arrivata nello stagno per mano dell’uomo. Oggi se ne contano 400, ma essendo carnivora si ciba degli altri uccelli, minando la biodiversità dell’area. C’è un caso di un attacco ai danni di un pollo sultano: la tartaruga lo stava trascinando in acqua nel tentativo di predarlo. Ecco perché esperti del calibro di Emilio Baldaccini, dell’università di Pisa, e della naturalista ed ecologa Anna Lacci - entrambi collaborano con la Lipu Sardegna - concordano sulla necessità di procedere a un piano di eradicazione per salvare le specie tutelate.
Rischio infrazione. Secondo l’associazione, la situazione di abbandono dello stagno di Platamona potrebbe convincere la Ue ad aprire una procedura d’infrazione per la violazione delle norme di tutela. «Siamo coscienti dei tempi della burocrazia ma il controllo dello stagno è inesistente - spiega il delegato regionale della Lipu, Francesco Guillot -. I nostri volontari hanno sorpreso persone a pescare ed è noto anche lo scarico di rifiuti e l’introduzione di specie aliene». Come evitare l’infrazione? «Ci vorrebbe un piano d’intervento - aggiunge Guillot - magari anche attingendo ai finanziamenti europei per questo scopo. E noi diamo fin da ora la nostra disponibilità a collaborare per scongiurare un’infrazione della Ue che comporterebbe un danno enorme per il territorio».
Piano al palo. La salvaguardia del Sic di Platamona è prevista da un protocollo operativo contenuto nel piano di gestione elaborato tra il 2014 e il 2015 dai Comuni di Sorso, Sassari e Porto Torres, nei cui territori ricade a perimetrazione dell’area tutelata dalla Ue. Tra la miriade di schede di intervento ne compaiono molte con priorità alta. Una di queste è riferita al monitoraggio del pollo sultano, il più famoso tra gli ospiti dell’area umida di Platamona. «La mancanza di dati esaustivi circa l’effettivo stato di conservazione dell’animale - si legge nel documento - richiede un approfondimento per poter meglio identificare eventuali strategie e interventi per la tutela». Tradotto: è necessario un censimento degli esemplari per capire la situazione e valutare un eventuale intervento di ripopolamento. L’azione prevede un monitoraggio triennale per una spesa preventivata di 30mila euro complessivi. Ma purtroppo non è mai partita.
Antincendio. C’è un’assenza che all’indomani del terzo incendio divampato nel canneto in meno di un anno diventa una necessità. Si tratta del piano antincendio, che significa una serie di interventi di previsione, prevenzione, lotta attiva e integrazione. Anche questa un’azione prevista dal piano di gestione ma mai realizzata.
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