Pesca: il futuro vincente consiste nel fare... rete
Si è tenuto a Castelsardo un incontro promosso dal Gruppo di azione costiera In primo piano progetti di acquacoltura e la valorizzazione di stagni e lagune
CASTELSARDO. Si è tenuto, nei giorni scorsi, nei locali del porto turistico di Frigiano, un incontro operativo, promosso dal Gac, Gruppo d’azione costiera, ideato per favorire la più ampia partecipazione del partenariato e dare concretezza ad azioni di sistema per far crescere la pesca nel nord Sardegna. Vi ha preso parte una buona rappresentanza di pescatori locali, solitamente restii a questo tipo di incontri, ma stavolta, attivamente e con passione hanno rappresentato non solo le criticità del loro mestiere, ma hanno anche saputo essere propositivi in funzione del Piano di Azione che si sta scrivendo e che li vede protagonisti, primi fruitori e decisamente in prima linea per la tutela e il rilancio di una delle attività primarie dell’isola.
«Il Gruppo di azione costiera del nord Sardegna ha dimostrato, nelle azioni passate, la qualità delle sue finalità e del suo operato - sottolinea il presidente, Benedetto Sechi - ma a questo punto dobbiamo guardare avanti insieme a chi opera nel settore: per fare gruppo con tutti gli operatori del comparto della pesca e aiutarli a crescere e a valorizzare al meglio le loro grandi qualità e competenze. Il Gac in questo senso è presente con tutti i partner perché questa filiera merita di essere sostenuta e promossa con idee e proposte che si concretizzino in azioni di sistema». Il Gruppo di azione costiera del nord Sardegna ha quindi rilanciato le sue azioni di relazione e attività pianificando una serie di incontri per la realizzazione del Piano d’Azione costruito secondo le procedure Community Led Local Development dello sviluppo locale partecipato. Obiettivo centrato quindi, che ha portato gli operatori ad essere attivi sul territorio e coinvolgere i partner del Gruppo di azione costiera con un grande progetto capace di coinvolgere tutto il nord Sardegna. Un territorio amplissimo e produttivo che parte da Bosa e, toccando tutti i centri costieri del nord isolano, arriva sino a San Teodoro. Un progetto già iniziato e che ha dato importanti frutti, ma che non può, e non deve, finire perché la pesca resta un elemento di assoluta rilevanza nel panorama economico del nostro territorio.
Numerose le priorità emerse nel corso dell’incontro di Castelsardo: la pesca costiera ravvicinata, l’acquacoltura con la valorizzazione di lagune e stagni, la tutela della risorsa, con zone concordate di riposo biologico, favorire la nascita di centri di piccola trasformazione del pescato, la formazione di giovani per il loro inserimento nel settore.
L’incontro, organizzato in collaborazione con l’agenzia Laore Sardegna, ha visto l’intervento di Carlo Ricci di Farnet, la rete europea dei Gac/Flags, per lavorare sul percorso di progettazione partecipata (Community Led Local Development). Un passo avanti importante e condiviso, che deve giungere urgentemente ad una produttiva conclusione, visto il termine ultimo per la presentazione del Piano di Azione alla Regione Sardegna, fissato per il prossimo 15 settembre.
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