Archeologia, il dolmen di Mores sarà “liberato” dalla gabbia

Lo ha annunciato il Comune rispondendo a una denuncia fatta del Grig. Il sindaco Ibba: «Pronti a far partire gli interventi per la valorizzazione dell’area»

MORES. «Nelle campagne di Mores uno dei più importanti monumenti megalitici del Mediterraneo è ingabbiato da anni: perché?».

A chiederlo, con riferimento al dolmen di “Sa Coveccada”, è il l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus, che in una nota inviata al Ministero per i Beni e attività culturali e il turismo, alla Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio e al Comune di Mores domanda per quali ragioni «ad anni di distanza dall’avvio dei lavori, il monumento megalitico, bene archeologico tutelato con vincolo culturale e con vincolo paesaggistico, risulta ingabbiato e puntellato, lo stato di degrado del cantiere appare abbastanza evidente e i lavori sembrano molto lontani dall’esser conclusi».

«La fine dei lavori è vicina», fanno invece sapere dal Comune di Mores, che proprio la scorsa settimana ha svolto un sopralluogo guidato dal sindaco Peppino Ibba, il funzionario della Soprintendenza Nadia Canu e la ex funzionaria ora in pensione, ma prima promotrice del progetto, Paola Basoli. «A breve i puntelli saranno eliminati – dice il sindaco Ibba – e in seguito si inizieranno le opere di valorizzazione dell’area anche con l’acquisizione dei terreni circostanti, per la quale c’è già l’accordo e manca solo la formalizzazione».

I ritardi in effetti ci sono stati, ammette anche il vicesindaco e assessore alla Cultura Enrico Virdis, che ricorda che comunque «in due anni si è assistito al cambio della guardia di quattro diversi funzionari della Soprintendenza» che di certo ha allungato l’iter. Percorso che comunque si avvia alla conclusione, dice ancora Virdis, «con l’eliminazione delle brutte strutture in tubi Innocenti, l’avvio di un monitoraggio annuo della stabilità e di interventi di nebulizzazione della roccia per evitare sfaldamenti, la progettazione di nuovi sistemi per puntellare la struttura. Sempre a breve saranno sostituiti i cunei in legno con altri, più adatti, in piombo (intervento che comunque richiede una revisione del computo metrico) e saranno “portati a colore” i riempimenti posti per sostenere le strutture, fatti di resina speciale». Passaggi che, come accennato (e come spiegato nel maggio 2011 quando il progetto fu presentato dallo staff di tecnici curatori del complesso progetto), richiedono dei precisi step burocratici, ma il sopralluogo già compiuto fa ben sperare sulla vicina conclusione di lavori che durano ormai da cinque anni ma che, per la loro complessità, hanno richiesto un lungo processo di monitoraggio delle diverse fasi, onde evitare passi falsi che potessero compromettere la struttura.

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