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Sassari

Coldiretti: etichette chiare per combattere la crisi

di Barbara Mastino
Coldiretti: etichette chiare per combattere la crisi

Imprese in agonia e preoccupazione per l’andamento dell’economia locale L’associazione di categoria: indispensabile indicare l’origine della materia prima

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OZIERI. Dopo le recenti cattive notizie riguardanti il calo drastico del prezzo del latte e del grano, sceso al di sotto dei costi di produzione, la Coldiretti provinciale di Sassari e della Gallura rilancia la sua campagna per l’etichettatura trasparente per salvaguardare il futuro delle imprese agricole. Da mesi Coldiretti denuncia «lo stato di profonda crisi che in tutta la Sardegna si sta manifestando con il crollo dei prezzi del grano duro e del latte, prodotti che subiscono la pressione dettata dalle importazioni selvagge che distorcono l’equilibrio del mercato creando una concorrenza sleale alla produzione locale». «L’unica soluzione per contrastare questo fenomeno e per tutelare il Made in Italy - dice quindi il direttore della Coldiretti Sassari e Gallura, Ermanno Mazzetti - è l’introduzione dell’origine in etichetta. Solo così il consumatore sarà sempre informato sulla qualità e sulla provenienza delle materie prime che compongono il prodotto finale. Senza l’indicazione nell’etichetta si mettono a rischio non solo i prodotti simbolo del Made in Italy ma anche un sistema produttivo sostenibile che garantisce reddito e lavoro a migliaia di famiglie e che difende il territorio dal degrado e dalla desertificazione».

Quest’ultima affermazione è supportata dai dati, in particolare da quelli che evidenziano la volontà dei consumatori di sostenere l’economia locale. «Lo dimostra - dice Mazzetti - l’apprezzamento riservato dagli italiani al circuito degli agriturismi Terranostra. Secondo una stima della Coldiretti, sono circa 360mila i vacanzieri che hanno scelto di trascorrere la giornata di Ferragosto all’insegna della buona tavola e dei piatti tradizionali. Durante l’arco della stagione estiva si prevede che oltre 6,5 milioni di persone (l’8 per cento in più rispetto al 2015) mangeranno almeno una volta in un agriturismo».

La campagna, quindi, continua ad attirare il turismo, ma questo non deve far dimenticare quale sia la sua originale vocazione, ovvero quella di settore primario dell’economia. Un comparto in crisi che va salvaguardato dalle tempeste di un mercato tumultuoso, dice Coldiretti. «Per poter bere un caffè - dice il presidente della Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, commentando i dati Istat sull’andamento dell’inflazione a luglio - i nostri agricoltori sono costretti a vendere tre litri di latte e per acquistare un chilo di pane ne devono produrre quindici di grano».

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