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Sassari

«I fischi al sindaco? Datevi una calmata»

di Pinuccio Saba
«I fischi al sindaco? Datevi una calmata»

Parla la coordinatrice delle Rete “Grandi macchine a spalla”. Ma per ora non è in pericolo il riconoscimento dell’Unesco

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SASSARI. I fischi al sindaco? Diamoci una calmata. Patrizia Nardi, coordinatrice della Rete Italiana per le Grandi Macchine a Spalla non lo dice chiaramente, ma lo fa capire. Sia ben chiaro che il riconoscimento dell’Unesco alla Faradda dei Candelieri non corre nessun pericolo. Anche perché la contestazione dei rappresentanti della municipalità, all’uscita di Palazzo di Città, è inserita nel dossier a suo tempo presentato a Parigi per ottenere l’inserimento della Festa dei Candelieri nel Patrimonio dell’Umanità. Patrizia Nardi viene a Sassari da una decina di anni e ritiene (come l’Unesco) che la Faradda sia una “fonte modello” di un progetto culturale inserito nella Rete delle Grandi Macchina a Spalla esportato in tutto il mondo. Della Faradda i sassaresi devono essere orgogliosi perché «il nostro è un esempio nel mondo», dice ancora Patrizia Nardi sentendosi ormai di casa alla festa del 14 agosto. Una festa che sintetizza lo spirito dell’Unesco quando assegna il prestigioso riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità, una festa dalle tradizioni antiche che grazie ai Gremianti e all’Integremio si è mantenuta viva fino alle soglie del terzo millennio perché «i Candelieri sono un’eccellenza», sostiene ancora Patrizia Nardi. Un riconoscimento che non verrà assolutamente scalfito a condizione che vengano rispettati i valori fondanti della festa e (inclusione, rispetto delle tradizioni culturali e religiose) e che la manifestazione non venga decontestualizzata, non si oggetto si commercializzazione e che non diventi momento di scontro politico. Secondo l’Unesco, quindi, ok ai fischi ma senza trascendere nell’insulto o nell’aggressione verbale e tantomeno fisica. Una contestazione che, in città, ha avuto - come era prevedibile - una lunga coda polemica sui social. Ma che invece non sembra impressionare più di tanto Salvatore Spada, presidente dell’Intergremio, che ritiene invece che nella Faradda di quest’anno ci sia stato un netto miglioramento rispetto allo scorso anno. «La Faradda è stata certamente più ordinata anche in questi tratti “critici” dove gli anni scorsi si rischiava di scivolare sulle bottigliette di birra abbandonate per strada – spiega Spada –, c’è stato più rispetto per i Candelieri, per i portatori, per tutto gli attori della Festa».

Non è stato però accolto l’invito a evitare i fischi al sindaco e alla municipalità. «Stiamo cercando di riportare la festa dei Candelieri allo spirito originale che ha sempre animato la Faradda – sostiene il presidente dell’Intergremio – e in parte ci siano riusciti. I fischi? Non fanno parte del Voto che la città scioglie all’Assunta per averla liberata dalla peste. Il nostro intento era anche quello di sdrammatizzare il momento della contestazione, che ci può anche stare, a condizione che non si superino i limiti, magari senza perdere quello spirito cionfraiolo che caratterizza i sassaresi . E devo dire che mi è sembrato che lo scorso anno i fischi fossero più forti. E io ero distante solo “tre Candelieri”dai Massai e quindi da sindaco e istituzioni». Salvatore Spada non crede, comunque, che i fischi alla municipalità possano mettere a rischio il riconoscimento dell’Unesco. «Ma non credo proprio – dice –. Il nostro lavoro è per il consolidamento della festa nel rispetto delle tradizioni. È stato molto apprezzato, per esempio, il fatto che quest’anno sono scesi i Macellai e che il prossimo anno scenderanno i Facchini. Una scelta ben motivata, storicamente e culturalmente, apprezzata dall’Unesco. Anche perché è passato il principio dell’inclusione e non dell’esclusione. Ecco, se dovessimo escludere qualcuno, credo che l’Unesco avrebbe qualcosa da ridire. Apprezzato anche il nostro sforzo per avvicinare i cittadini ai momenti più sentiti della Faradda, come l’ingresso in chiesa a Santa Maria. E non escludiamo, alla prossima Faradda, di poter installare le tribune dove ospitare anziani, donne e bambini».

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