«Il nostro non è un palio» Bono contro Horse Angels

La sindaca Michela Seu replica alle accuse dell’associazione di Cesenatico Alla festa di San Raimondo una breve passerella di cavalli esentata da vincoli

BONO. Non potevano non suscitare la viva reazione della comunità bonese e dell'amministrazione comunale le accuse rivolte alla festa di San Raimondo da parte dell'associazione Horse Angels. La tradizionale sfilata, la più sentita e partecipata tra le feste di Bono, secondo l'associazione di Cesenatico, sarebbe un palio mascherato e pericoloso. «Tante cose è San Raimondo, di certo non un palio», dicono invece a Bono. Per il paese è un momento di unione e condivisione comunitaria, attesa non solo dalle persone devote al santo, ma anche da chi, pur non condividendo particolari sentimenti religiosi, vede con orgoglio la commemorazione dei moti antifeudali di fine ’700, uno dei momenti più tragici e gloriosi della storia del paese.

Il video a cui Roberta Ravello, presidente di Horse Angels, fa riferimento è relativo proprio a questa fase della festa, che chiude la sfilata degli abiti tradizionali e delle maschere della Sardegna. La rievocazione storica consiste infatti in una sorta di passerella finale che i cavalieri compiono, a una velocità più sostenuta rispetto al resto del corteo, per ascendere al colle di San Raimondo. Un percorso brevissimo, di non più di cinquanta metri, in memoria della cacciata delle truppe mandate dai piemontesi

Niente di più lontano da un “palio” e le accuse non sono state prese alla leggera dalla sindaca di Bono, la quale si è fatta carico del malumore causato dalla vicenda. «Non posso tacere ed esentarmi dal commentare – dichiara Michela Sau – una notizia che, con informazioni errate, mette in cattiva luce non solo singole persone ma una intera comunità e, direi, tutta la regione. Le tradizioni della Sardegna sono fortemente legate alla cultura equestre. Molte corse, feste e sagre paesane, come nel caso della festa di San Raimondo, non sono semplici parate, ma hanno un alto valore politico e identitario. Per questo e altri motivi ci sentiamo profondamente offesi. Non solo si travisa completamente il senso dell'evento ma si fanno esplicite accuse di mancata applicazione di norme dello Stato sulle quali il Comune si riserva di chiedere tutela nelle opportune sedi».

L'ordinanza Martini del 2015, citata dalla Ravello, disciplina le manifestazioni popolari nelle quali vengono impiegati equidi ma, per tutelare le tradizioni e gli usi locali, stabilisce un'eccezione per “mostre, sfilate e cortei” per le quali è sufficiente un parere favorevole della Commissione comunale. «La presidente dell'associazione Horse Angels - conclude la sindaca - confonde, facendo un grande scivolone, una festa religiosa con un palio. San Raimondo è esclusivamente una sfilata e, come tale, non soggetta ai vincoli descritti».

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