La Nuova Sardegna

Sassari

Nuovo anno con vecchi problemi Pochi docenti e aule fatiscenti

di Vincenzo Garofalo

All’appello mancano soprattutto gli insegnanti di sostegno: le nomine annunciate per fine mese Alle scuole superiori si parte con gli orari ridotti, per creare spazi sacrificati anche i laboratori

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SASSARI. A Sassari il nuovo anno scolastico inizia con i problemi vecchi: aule decrepite, lavori in corso e molte cattedre ancora in cerca di docenti.

A mancare all'appello sono soprattutto gli insegnanti di sostegno e in quasi tutti gli istituti di ogni ordine e grado dalle scuole primarie a quelle superiori, le nomine, sperano i dirigenti, saranno concluse entro la fine di settembre. Intanto le lezioni iniziano e se alle superiori l'emergenza si risolve tenendo un orario ridotto di lezioni fino a quando gli organici non saranno completi, alle elementari e medie dirigenti e docenti devono arrangiarsi con le forze che hanno a disposizione.

«A noi mancano una quindicina di insegnanti di sostegno», spiega Nazzarino Magliona, preside di 970 ragazzi delle medie Biasi (la numero 5 di via Gorizia) e Brigata Sassari (la 12 di via Mastino). «Si tratta di incarichi che sono assegnati annualmente e questa volta ci sono dei ritardi che non ci consentiranno di iniziare le lezioni con l'organico dei docenti al completo».

La situazione è più o meno la stessa in tutte le scuole cittadine. L'altro grosso problema è l'edilizia scolastica. Con una corsa contro il tempo, e contro la burocrazia, Provincia e Comune hanno cercato di tamponare le tante falle delle costruzioni che hanno troppi decenni sulle spalle. Ma si tratta in molti casi di rattoppi, perché le mancanze sono troppe e i soldi disponibili pochi.

Con il progetto Iscol@ il Comune di Sassari ha ottenuto 3 milioni di euro dalla Regione, e ha programmato tredici interventi di messa in sicurezza e manutenzione degli edifici scolastici cittadini. Opere che si aggiungono ai diciassette interventi eseguiti con i contratti applicativi per oltre 200 mila euro in numerose scuole materne ed elementari. Molti di questi interventi sono ancora in corso e andranno avanti parallelamente alle lezioni del nuovo anno.

Come alla scuola media 5 di via Gorizia, dove i lavori di ristrutturazione della facciata, minacciata da pericolose lesioni e cedimenti, sono iniziati a luglio e dovrebbero finire per metà ottobre. «Erano lavori urgenti, ma ce ne sarebbero molti altri da fare sui pavimenti, gli impianti, le impermeabilizzazioni del tetto», spiega il dirigente Magliona. Ci sono cedimenti e crepe, ma non ci sono i soldi per intervenire. «Avremmo bisogno anche di altri spazi, nelle aule c'è praticamente il pienone di studenti, ma non ci sono soluzioni», continua rassegnato Magliona.

Altrettanto tragica la situazione all'Istituto tecnico industriale Angioy, in via Mafalda. Ospita 1700 studenti, più circa 200 nei corsi serali. La dirigente Maria Giovanna Oggiano ha dovuto sacrificare alcuni spazi adibiti a laboratori per trasformarli in aule di lezione. Anche qui ci sono lavori in corso: un intervento urgente di manutenzione straordinaria su una parte dell'edificio. «A marzo abbiamo chiesto alla Provincia di eseguire dei lavori, ma l'intervento è iniziato solo un paio di settimane fa. L'impresa lavora bene e con ritmi serrati, ma credo che sarà necessario un altro mese prima della fine delle opere». Ma i lavori sono una goccia d'acqua in un oceano di fatiscenza. Corridoi, scale, aule e altri spazi comuni sono ridotti davvero male: «A volte è davvero difficile educare al rispetto e alla civiltà in luoghi come questo», confessa la preside. «Pensate che per dare almeno una parvenza di decenza, abbiamo ottenuto la tinteggiatura delle pareti solo di una decina di aule, su ottanta. Le altre non vedono una pennellata da decenni».

Insomma, nuovo anno scolastico con i soliti disagi e le difficoltà di sempre.

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