La Nuova Sardegna

Sassari

Le fermate dell’Arst sono ancora “sospese”

Protestano i residenti dopo la ripresa delle lezioni, migranti impossibilitati a raggiungere le scuole

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PORTO TORRES. I primi mugugni risalgono all’inizio dell’estate, ma poi un po’ tutti gli enti interessati (Comune, Prefettura, Regione, Arst) avevano assicurato che una volta risolti i problemi legati alla sicurezza, le fermate per i pullman “sospese” fra Ottava e Porto Torres sarebbero state riattivate.

A fine estate, però, e con la riapertura delle scuole, i disagi per i residenti della zona e soprattutto a Li Lioni si sono fatti sentire. Perché se è vero che per gli alunni della scuola dell’obbligo non ci sono problemi, è altrettanto vero che i pullman dell’Arst sono utilizzati dagli studenti delle scuole medie superiori nonché dai lavoratori che quotidianamente si recano a Sassari e Porto Torres. Disagi per tutti quindi, compresi i migranti ospitati nelle due strutture di Li Lioni e Stella del Mediterraneo che sono costretti a lunghe “passeggiate” sul bordo della Carlo Felice.

Inutile sottolineare i rischi che corrono i pedoni lungo la “quattro corsie”, pericoli che aumentano soprattutto di notte, quando le ombre si materializzano improvvisamente ai lati della carreggiata. Migranti che sembrano essere all’origine dell’improvvisa scoperta che quelle fermate, con tanto di corsie che permettono la sosta dei pullman, anche di quelli lunghi 12 metri, siano diventate fonte di pericolo. «Abbiamo chiesto l’intervento del sindaco di Porto Torres che ci ha rimandato al prefetto che, a sua volta, ci ha detto che tutto dipende dall’Arst – spiega Cheick Diankah, mediatore culturale senegalese –. Ma l’Arst, senza una richiesta esplicita di sindaco o prefetto, prende tempo. Nel frattempo i ragazzi ospitati a Li Lioni non possono frequentare la scuola sia a Sassari sia a Porto Torres (ne abbiamo tre minorenni) e se non vanno a scuola non possono imparare l’italiano e hanno difficoltà a integrarsi».

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