«Misuriamo con il fonometro la musica e il chiasso esterno»

SASSARI. Le immissioni di rumori non tollerabili hanno diversi gradi di tutela e responsabilità: civile, amministrativa e penale. «Il più grave è contemplato dall’articolo 659 del codice penale...

SASSARI. Le immissioni di rumori non tollerabili hanno diversi gradi di tutela e responsabilità: civile, amministrativa e penale. «Il più grave è contemplato dall’articolo 659 del codice penale – spiega il comandante dei vigili urbani Gianni Serra – siamo in presenza di reato quando l’inquinamento acustico danneggia un insieme di persone. Siamo nell’illecito amministrativo quando il disturbo è subito da un unico soggetto. La sanzione, in questo caso è di 516 euro». Sassari non si è ancora dotata di una zonizzazione acustica. Esiste una bozza di allegato al Puc, ma non è mai stato approvato definitivamente. Faciliterebbe molto i controlli delle forze dell’ordine, perché ad ogni zona della città assegnerebbe una soglia limite di decibell consentita. I vigili avrebbero un parametro oggettivo dal quale partire, e con una veloce misurazione potrebbero rilevare il rumore in eccesso ad esempio di un locale. Di contro, però, una zonizzazione sarebbe un bavaglio troppo spesso rigido e limitante.

«Gli accertamenti tecnici – prosegue Serra – si svolgono con i fonometri. Ma oltre allo strumento ci basiamo anche sui sopralluoghi e sulla raccolta di testimonianze. Col fonometro rileviamo il cosiddetto valore limite differenziale: si misura il rumore ambientale complessivo: la musica che diffonde un locale assieme al contesto esterno, cioè traffico, voci, passanti ecc. Dopodiché si fa spegnere la musica al locale e si misura nuovamente. Se la differenza tra i due rilevamenti è di 3 decibell, allora il locale supera la soglia consentita e si configura come una sorgente di inquinamento acustico».

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