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Sassari

Revisore dei conti, maretta in maggioranza

Revisore dei conti, maretta in maggioranza

I consiglieri di opposizione non hanno voluto far mancare il numero legale ma si sono astenuti

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OZIERI. È arrivata non senza intoppi e polemiche la nomina del nuovo revisore dei conti del Comune ratificata nell’ultimo consiglio. Il professionista che verificherà i conti per i prossimi tre anni è stato nominato con una votazione risicata, stante l’assenza di vari elementi della maggioranza, l’uscita dall’aula dell’unico consigliere presente della minoranza “Ozieri Domani” Nanni Terrosu e l’astensione del capogruppo della minoranza “Insieme” Alessandro Dongu, la cui uscita dall’aula avrebbe fatto mancare il numero legale. Sia Terrosu che Dongu avevano espresso più di una perplessità sulla procedura di nomina, pur facendo salva la certezza della rispondenza ai requisiti della persona scelta e non avendo nulla da eccepire sul nome, bensì su metodo. La nomina avrebbe dovuto arrivare a settembre, nel consiglio riunito ai primi del mese, quando, come raccontano Dongu e Terrosu, «fummo coinvolti nella decisione e venimmo informati dei criteri di scelta e del fatto che la rosa si fosse ristretta a due nomi». In quella circostanza le opposizioni votarono il nome che poi non fu scelto, perché la maggioranza (fatta eccezione per il centrista Mario Cossu, che non votò dopo il rifiuto della sua richiesta di rinvio della decisione per documentarsi meglio) si orientò su un altro professionista. Il revisore designato, però, rinunciò all’incarico, rendendo necessaria una nuova votazione. «Ci siamo trovati a votare senza essere informati dei criteri di scelta e senza essere stati coinvolti come in precedenza – racconta Terrosu – ecco perché ho scelto di abbandonare l’aula e non votare. Se ci fossimo attenuti ai criteri adottati in precedenza ci saremmo aspettati che la scelta cadesse sul nome da noi votato nella prima seduta, che appariva gradito anche ad alcuni esponenti della maggioranza, ma così non è stato. Da qui la decisione di non partecipare al voto, pur non avendo nulla da obiettare sul professionista, ma credo sia stata una presa in giro bella e buona». «Quando è iniziato il dibattito non conoscevo il nome del “prescelto” – dice Dongu – perché non siamo stati informati né coinvolti. Un atteggiamento poco corretto, soprattutto perché l’attuale maggioranza resterà in carica per sei mesi mentre il revisore opererà per altri tre anni. Senza obiettare sulla professionalità della persona – aggiunge – ci saremmo aspettati che anche nella seconda votazione si seguisse il criterio della prima. Uscendo dall’aula avrei fatto mancare il numero legale – conclude – ma non ho voluto aggiungere un ulteriore teatrino». «Una brutta figura della maggioranza dal punto di vista politico», dicono i due capigruppo. (b.m.)

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