«Parco eolico, promesse mancate»
Tula, il consigliere regionale Cocco dice no al trasferimento della sede a Sassari
TULA. Arriva all’attenzione del consiglio regionale la questione del temuto trasferimento a Sassari della sede operativa del parco eolico Sa Turrina Manna di Tula. A segnalarla è il capogruppo di Sel in consiglio regionale Daniele Cocco, autore di una interpellanza sul tema presentata nei giorni scorsi al presidente della Regione e all’assessore all’Industria.
Cocco, facendo seguito alle proteste partite dal Comune di Tula e fatte proprie anche da altri Comuni del territorio e dalla stessa Unione dei Comuni del Logudoro, interpella i vertici della Regione chiedendo chiarimenti e un intervento, partendo dal presupposto che «la società Enel Spa ha attivato la sede operativa nel Comune di Tula con l’impegno di mantenerla operativa per tutto il periodo di esercizio» ma che «tramite una comunicazione ufficiale, appare ormai definitiva la decisione da parte di Enel spa, e della sua controllata Enel green power, di dislocare definitivamente la sede operativa del parco eolico Sa Turrina Manna di Tula nei locali di Sassari a far data dal 1 dicembre 2016».
La società, a detta di Cocco, si è quindi rimangiata un impegno preso parecchi anni orsono senza dare esaustive spiegazioni e senza tenere conto della «fattiva collaborazione dimostrata per anni dalle amministrazioni comunali di Tula» (l’opposto della attuale «difficoltà dell'amministrazione comunale di Tula ad attivare un dialogo collaborativo con la dirigenza dell’Enel Green power, società che attualmente gestisce gli impianti del parco eolico») e «degli impegni presi in sede di pianificazione degli interventi». Impegni che prevedevano anche l’assunzione nella squadra di intervento di dieci unità locali, che alla fine si sono ridotte a tre. Tre operai che, comunque, ora rischiano un trasferimento che non potrà che procurare loro disagi perché li costringerà «a continui spostamenti tra Sassari e il parco eolico»: una condizione che, oltretutto, avrà «inevitabili ripercussioni in termini di immediatezza degli interventi di messa in sicurezza degli impianti e di efficacia nelle operazioni di manutenzione».
Cocco invoca quindi l’intervento della Regione, partendo dalla convinzione che «la scelta di intervenire con delle “riorganizzazioni” aziendali, sia in termini infrastrutturali che occupazionali, molto spesso comporta un grave danno in termini di sicurezza e di efficacia nella manutenzione degli impianti». (b.m.)
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