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Sassari

Centro impiego, ritardi e proteste

di Gavino Masia
Centro impiego, ritardi e proteste

Ufficio di via Balai ancora chiuso e disoccupati costretti a fare i pendolari. L’assessore: aprirà a breve

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PORTO TORRES. Le migliaia di disoccupati turritani che si recano al Centro provinciale del lavoro di Sassari – per timbrare il cartellino e vedere le graduatorie – hanno ufficialmente perso la pazienza. Il motivo? Mesi di ritardo per l’apertura dell’ufficio di collocamento di via Balai.

L’amministrazione comunale aveva infatti assicurato ad aprile l’apertura dell’immobile, dopo la conclusione del cablaggio delle stanze di competenza dell’ente locale, e giovani e meno giovani senza lavoro pensavano finalmente di risparmiare denaro e disagi per recarsi a Sassari a dover fare tutte quelle pratiche che invece si potevano produrre nell’ufficio di Porto Torres. «L’apertura era stata annunciata come la marcia trionfale dell’Aida di verdiana memoria il 4 settembre 2015 dall’allora assessore alle Politiche sociali Sassu – ricorda il consigliere Davide Tellini – a onor del vero unico membro della prima giunta Wheeler con il quale poter dialogare in un’ottica di collaborazione tra la maggioranza e l’opposizione. L’accordo prevedeva una fase sperimentale fino alla fine del 2016 con la volontà di rendere il servizio permanente ed evitare il continuo pendolarismo dei nostri cittadini: da allora, oltre un comunicato che prevedeva l’apertura fisica nel mese di aprile 2016, silenzio assoluto». A svelare il “mistero” su questo ritardo ci prova l’assessore ai Lavori pubblici Marcello Zirulia, premettendo che il Centro servizi per il lavoro di Sassari aveva chiesto all’amministrazione comunale di svolgere ulteriori interventi rispetto a quelli preventivati inizialmente. «I tempi si sono protratti anche perché la prima gara per l’acquisto dei materiali è andata deserta, perciò la data di riapertura prevista per lo scorso aprile è slittata». Nel frattempo il Comune, attraverso la Geosar, ha già svolto i lavori di impermeabilizzazione, pulizia, tinteggiatura e bonifica degli arredi, in uno stabile che proprio per via della sua lunga chiusura si presentava in condizioni non idonee per ospitare personale e pubblico. «In questi giorni l’ufficio ha provveduto all’aggiudicazione – aggiunge Zirulia – tramite bando nel mercato elettronico, dei materiali indispensabili per il completamento del bagno, che sarà funzionale anche per i disabili, e degli impianti di climatizzazione come richiesto dal Csl: non appena avremo la disponibilità della fornitura ordinata, gli uffici daranno le disposizioni per la ripartenza del cantiere». L’auspicio è che i tempi siano celeri, secondo l’assessore, perché è volontà dell’amministrazione riportare dopo più di un decennio a Porto Torres un servizio essenziale per i cittadini. La giunta pentastellata sa di giocarsi parecchia credibilità con l’apertura dell’ufficio, perché in questioni come questa oltre agli annunci servono anche fatti concreti quando è coinvolta gran parte della collettività che non ha lavoro. Altra considerazione importante è che i disoccupati turritani si recano a Sassari anche per poter fruire del servizio Siol, sino al 30 giugno ospitato nei locali del Comune, perché dal primo luglio i Centri dei servizi per il lavoro sono passati all’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro col il nuovo nome di Centri per l’impiego.

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