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Sassari, vigili urbani con nuove armi e in assetto da “guerra”

I 139 agenti indosseranno una speciale tenuta da difesa: manganello, scudo, spray urticante, casco e giubbotto antiproiettile


15 dicembre 2016 di Vincenzo Garofalo


SASSARI. Bastoni, spray urticanti, giubbini antiproiettile, scudi e caschi per fare dei centrotrentanove agenti di Polizia municipale di Sassari dei supereroi imbattibili e professionali, e non solo: con i nuovi strumenti in dotazione si candidano per diventare, a tutti gli effetti, una forza di polizia sempre più efficiente in città, sia per la presenza capillare sul territorio, sia per l’equipaggiamento tecnico.

A far compiere l’ulteriore salto di qualità agli agenti della municipale è una serie di modifiche al regolamento del Corpo, approvata dalla Giunta municipale. Per prima cosa cade il limite di età per coltivare il sogno di indossare la divisa blu: finora l’accesso ai concorsi era fissato a 32 anni per gli agenti e a 36 per gli istruttori direttivi e i funzionari.

Poi nel regolamento sono state inserite e quindi istituzionalizzate le nuove armi di difesa, che prima non erano contemplate: il bastone difensivo o distanziometro, una sorta di manganello allungabile per tenere a distanza eventuali scalmanati; lo spray urticante, anche in questo caso da usare per rendere inoffensive le persone violente e consentire agli agenti di immobilizzarli con minore difficoltà; i giubbini antiproiettile, che saranno indossati dagli agenti impegnati nei posti di controllo; scudi e caschi che saranno utilizzati dai vigili che intervengono nei casi di Trattamento sanitario obbligatorio (Tso), nei quali hanno a che fare con persone instabili mentalmente, imprevedibili e pericolose. Tutti strumenti chiamati “presidi tattici difensivi”, un armamentario leggero che si aggiunge alle pistole di ordinanza e che garantisce agli agenti una maggiore sicurezza personale e una migliore efficacia negli interventi di polizia che svolgono per le strade di Sassari.

«Le modifiche al regolamento erano necessarie per renderlo più rispondente alle funzioni che il Corpo di polizia locale svolge», spiega il comandante, Gianni Serra. «Questi dispositivi di sicurezza di cui sono dotati gli agenti, dimostrano che oggi la Polizia locale non ha più compiti estremamente limitati, ma è una forza in campo, in particolare nell’area urbana, per garantire non solo la sicurezza reale, ma anche per aumentare la percezione di sicurezza nelle zone sensibili», continua Serra. «Con le nuove dotazioni sono essenziali per garantire l’incolumità degli agenti e permettere loro di lavorare in sicurezza anche nelle situazioni più a rischio, come il servizio notturno e i posti di controllo», precisa il comandante.

«Per quanto riguarda l’abolizione del limite d’età, anche questo era un passo necessario per non incorrere in eventuali ricorsi, dato che esiste una sentenza della Corte di Giustizia europea che è intervenuta per dichiarare contraria al diritto dell’Unione europea una legge del Principato delle Asturie, che fissava a 30 anni il limite di età per accedere ai concorsi di polizia». A dare sempre più impulso alle funzioni della Polizia locale è anche la Giunta comunale: «Già dall’inizio di quest’anno abbiamo intensificato la presenza degli agenti e i controlli al centro storico per prevenire e contrastare episodi di microcriminalità», spiega l’assessore Antonio Piu, «quindi gli agenti sono esposti a situazioni di pericolo ed è giusto e necessario che siano dotati di strumenti in grado di garantire maggiore sicurezza sia a loro stessi sia ai cittadini. L’azione della Polizia locale è ormai a 360 gradi e noi cerchiamo di assicurare una maggiore presenza sul territorio, e un esempio è la stazione mobile di piazza Castello, un presidio di polizia al servizio della città».

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