Gli studenti disegnano una città senza barriere

Alternanza scuola-lavoro: i ragazzi del Devilla in un progetto sulla disabilità Faranno le rilevazioni e i progetti che il Comune realizzerà con fondi ad hoc

SASSARI. Una fotografia sulle barriere architettoniche che impediscono alle persone con disabilità anche temporanee di fruire degli spazi urbani in modo corretto. A farla saranno cinquanta studenti dell’istituto Devilla (ex Geometri) scelti per svolgere l’alternanza scuola-lavoro. Il “committente” in questo caso sarà il Comune di Sassari che, alla fine delle rilevazioni e sulla base dei progetti realizzati dagli stessi ragazzi con l’aiuto di due docenti tutor, finanzierà l’operazione con fondi ad hoc.

Ieri mattina nell’aula magna dell’istituto a spiegare il piano agli studenti sono stati da un lato la dirigente Maria Nicoletta Puggioni e dall’altro l’assessore alla Mobilità Antonio Piu e la disability manager del Comune Alessandra Bertulu che con il suo servizio definirà le attività dei gruppi. In squadre da quattro, infatti, i ragazzi che frequentano il quarto anno “batteranno” due zone della città che secondo i funzionari sono più irte di ostacoli per i disabili: l’area a ridosso della piazza Sacro Cuore e il quadrilatero racchiuso tra la vie Amendola, Porcellana, Turati e Rockefeller. Gli studenti saranno impegnati nella verifica della presenza di barriere architettoniche con l’ausilio di schede di monitoraggio predisposte dall’ufficio del disability manager. Le schede saranno distinte a seconda dell’elemento da valutare, cioè edificio, piazza, incrocio, marciapiede. La sintesi dei dati raccolti e le relative considerazioni verranno esposte e discusse in più momenti di confronto con tutti i partecipanti al progetto. Per gli studenti sarà occasione per fare un’esperienza importante di lavoro di equipe multidisciplinare qualificata, nella quale sono rappresentate diverse professionalità e competenze. E poi misurare le proprie capacità in relazione a un tema complesso, cui raramente ci si raffronta in maniera diretta durante il percorso formativo-scolastico, e ancora assumere una mentalità e una capacità di valutazione dei problemi partendo dalla considerazione dei bisogni primari di tutte le categorie di persone, soprattutto quelle più fragili. «Potranno imparare - ha detto la dirigente Puggioni - una metodologia di lavoro applicabile a tutti gli ambiti di vita e di lavoro, che porti alla definizione di soluzioni che tengono conto dei bisogni della popolazione, oltreché acquisire gli strumenti per vivere l’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro come esperienza formativa e di crescita personale».

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