Ad agosto la città avrà il cinema multisala
Lunedì al via i lavori per realizzare quattro schermi attrezzati con le migliori tecnologie video e audio: previsti 570 posti
SASSARI. La città orfana del cinema da quasi un anno dovrà attendere e pazientare ancora come per la venuta al mondo di un bambino per ritrovarsi nuovamente davanti a un grande schermo con i pop corn in mano. Tra poco meno di nove mesi Sassari potrà finalmente brindare a quella che sarà una nascita multigemellare, perché per la prima volta gli appassionati di cinema potranno provare l’emozione del multisala.
Sarà il vecchio Moderno di viale Umberto, chiuso dall’aprile del 2016, a trasformarsi in una struttura che prevede la realizzazione di quattro schermi, una sala da 240 posti, una capace di accogliere 130 spettatori e due più piccole da 65 posti ciascuna per proseguimenti, rassegne e cinema d’essai. Il progetto tanto atteso è stato presentato ieri mattina nella hall di quello che da lunedì diventerà un cantiere che dovrà dare vita in pochi mesi a un’opera che la città attende da anni.
Accanto ad Alessandro Murtas, amministratore della “Moderno srl”, presidente dell’Anec Sardegna (Associzione nazionale esercenti cinema) e gestore già di alcune sale a Cagliari e in altri centri dell’isola oltre che distributore cinematografico, c’erano il sindaco Nicola Sanna, l’assessora della Cultura, Raffaella Sau, il presidente della Sardegna Film Commission, Antonello Grimaldi e il direttore artistico della “Moderno srl”, Sante Maurizi. Presente anche l’architetto Sandro Roggio che insieme agli architetti Gigi Gavini, Gianvito Passaghe, Sergio Bionda e Angelo Obino, ha curato il progetto che porterà la città nel futuro. La promessa fatta ai tanti appassionati che non vedono l’ora di farsi strappare il primo biglietto è di inaugurare la nuova struttura il prossimo 20 agosto, in tempo utile per le uscite post-estive fissate per il giorno 24 dello stesso mese. Ieri durante la presentazione alla stampa è intervenuta anche Flavia Loche, sindaco di Tonara, paese nel quale proprio oggi riaprirà il cineteatro, sotto la stessa regia imprenditoriale della struttura sassarese. «Siamo felici di riportare il cinema in città - ha detto Alessandro Murtas - e di farlo nel centro cittadino e non in periferia. Era impensabile che una città di 130mila abitanti non avesse più una sala cinematografica - aggiunge l’imprenditore - e quello che stiamo realizzando non sarà solo un cinema multisala ma un luogo di riferimento culturale per tutta la città. Grazie alla nuova legge Franceschini appena approvata e alla fiducia di Banca Intesa e di Confidi - precisa Murtas - quello che avranno a disposizione i sassaresi sarà un vero e proprio gioiello tecnologico». Le quattro sale saranno attrezzate con le migliori tecnologie video e audio e con poltroncine di ultima generazione. I posti a sedere saranno in totale 570. Realizzare una struttura nuova, magari a Predda Niedda, probabilmente sarebbe costato di meno, ma la sfida della “Moderno srl” è anche quella di dare un impulso decisivo al centro della città. «È una gran bella sfida ha detto l’architetto Sandro Roggio - fare la stessa operazione in periferia mi avrebbe convinto poco. Il nostro lavoro è anche quello di cercare di riconquistare spazi culturali nelle aree centrali della città». Questo progetto arriva in un buon momento per il cinema in Sardegna. «Che non vuol dire solo cinema sardo - ha specificato il presidente della Sardegna Film Commission Antonello Grimaldi -nell’isola negli ultimi anni c’è un grande fermento di cui si è accorta anche la Regione che ora ha uno strumento per agevolare e favorire il settore cinematografico». I lavori saranno eseguiti dalle imprese Maronta di Roma e Planetta di Sassari. Soddisfazione nelle parole del sindaco Nicola Sanna e dell’assessora della Cultura Raffaella Sau. «Si tratta di un’iniziativa imprenditoriale moderna, così come la volontà di mantenere il nome a questo cinema - hanno detto gli amministratori - una iniziativa che rispecchia quanto sta avvenendo in altre parti d’Europa, cioè di riportare le sale cinematografiche dalla periferia all’interno della città».
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