Sassari, accattonaggio con bimba di 10 anni: tre denunciati

La mamma e la zia chiedevano l’elemosina con i neonati in braccio: fenomeno in espansione

SASSARI. Due giovanissime mamme che tengono nella “fascia” i neonati, e in mezzo lei: una bambina di appena 10 anni che tiene in mano una busta di carta e allunga la mano ogni volta che le passa davanti una persona. Stessa scena più volte la settimana, soprattutto la domenica davanti alle chiese più frequentate della città, luoghi scelti per chiedere l’elemosina perché considerati meno pericolosi delle strade e delle attività commerciali (dove non mancano le contestazioni).

L’ennesimo caso di accattonaggio con il coinvolgimento di minori è stato scoperto dagli agenti della polizia locale che hanno svolto un servizio in abiti borghesi. Foto e filmati per provare una attività illegale. Poi sono scattati i provvedimenti: le due giovani donne (una è la madre della bambina e l’altra la zia) sono state denunciate per accattonaggio con sfruttamento di minori. Stesso provvedimento nei confronti del padre della ragazzina di 10 anni. Una relazione è stata inviata alla procura presso il Tribunale per i minori (all’attenzione della dottoressa Elena Pitzorno), mentre per gli adulti un rapporto è stato trasmesso alla Procura di via Roma. La situazione è stata segnalata - per quanto di competenza - ai Servizi sociali del Comune. La famiglia rom, di origini bosniache, risulta residente nel campo di Piandanna e a tale proposito, valutate le infrazioni al Regolamento comunale (prevede l’espulsione per chi si dedica all’accattonaggio), potrebbero essere adottati provvedimenti specifici.

La segnalazione. Il servizio della polizia locale è partito a seguito di alcune segnalazioni pervenute sui social. Una in particolare raccontava di una bambina notata spesso davanti all’ingresso di alcune chiese cittadine e impegnata a chiedere l’elemosina ai fedeli in entrata e in uscita dai luoghi di culto.

I controlli. Gli appostamenti hanno consentito agli agenti di acquisire una serie di elementi e di raccogliere materiale (foto e video) determinanti per la contestazione di un reato che - con la presenza di minori - risulta ancora più grave. Gli uomini della polizia locale hanno scoperto che le due donne con relativi bimbi in braccio e la bambina di 10 anni sono stati accompagnati nel luogo scelto per l’accattonaggio da un uomo alla guida di un furgone. E quando le due donne sono scese insieme alla bambina, lui è rimasto a distanza, per controllare la situazione.

Servizio alla messa. Domenica mattina, prima della messa delle 9.30 - davanti alla chiesa di Mater Ecclesia - gli agenti hanno seguito a lungo la scena della bambina e delle due donne. Tutte agivano autonomamente. A quel punto è scattata la seconda fase, con l’identificazione degli adulti e della bambina e la contestazione specifica del reato con le inevitabili conseguenze giudiziarie.

I servizi. «I servizi saranno ripetuti e programmati in diverse zone della città – ha spiegato il comandante della polizia locale Gianni Serra – anche per verificare le segnalazioni che abbiamo ricevuto dai cittadini, alcuni attraverso i social. L’obiettivo primario è quello della tutela dei minori che in queste situazioni sono quelli più esposti.

I bambini. Difficile spiegare alle donne che «i bambini non possono e non devono lavorare» e che chi li coinvolge nella pratica dell’accattonaggio commette un reato grave. Come capita in questi casi, hanno cercato di minimizzare, hanno negato che la bambina fosse obbligata a stare lì. Anzi - come già successo in altre situazioni simili - hanno provato a sostenere la loro tesi secondo la quale anche i bambini cercano di rendersi utili alla famiglia. In pratica “copiando” quello che fanno gli adulti, nello ,specifico la mamma e la zia. É una tesi che rimbalza negli anni e che è già stata oggetto anche di pronunciamenti da parte della Cassazione. L’unica cosa certa è che l’accattonaggio è un reato, più grave se vengono coinvolti i minori.

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