Giallo a Sorso per la morte di un 56enne

Nino Casci è stato trovato privo di vita e senza apparenti segni di violenza nella sua camera da un fratello e da un cognato

SORSO. Lo hanno trovato a terra privo di vita, ancora in pigiama. Nella stanza tutto in ordine e sul corpo nessun segno evidente di violenza. Per il medico del 118 si è trattato con tutta probabilità di un malore ma per la Procura e gli investigatori è meglio andare a fondo.

È così che la morte di Nino Casci, 56 anni di Sorso, si tinge di giallo. L’uomo, con seri problemi di salute, viveva in una palazzina in largo Salvator Ruju insieme al fratello Paolo. È stato proprio lui, insieme al cognato, ieri pomeriggio a rinvenire il corpo senza vita del 56enne. Quando i due si presentano alla porta della stanza di Nino Casci, l’orologio segna le 14. Hanno tra le mani un pacco di biancheria pulita da consegnargli. Bussano una, due, tre volte. Ma dall’interno non arriva alcuna risposta, si sente soltanto la tv accesa. Decidono allora entrare comunque nella stanza.

Paolo Casci vede il fratello Nino rivolto a terra. Indossa ancora il pigiama. Lo chiama, lo scuote, gli tasta il polso. Non c’è battito, è tremendamente freddo. Nino Casci è morto. I due chiamano i soccorsi, ma non c’è speranza. Sulla porta non c’è un segno, sul corpo neppure. E intorno sembra tutto in ordine. Non c’è un indizio di morte violenta. E infatti, per il 118 si è trattato di morte naturale, ma per gli investigatori è sempre meglio chiarire bene la situazione. E infatti in largo Ruju, oltre ai militari di Sorso, guidati dal comandante Alessandro Masala, arriva anche il capitano della compagnia di Porto Torres, Romolo Mastrolia. Da un primo esame pare che Nino Casci sia deceduto nella giornata di martedì. E il fratello del 56enne, Paolo, vive nella stanza a fianco al fratello defunto. Ai carabinieri racconta di non essersi accorto di nulla, come anche gli altri inquilini della palazzina. A infittire la trama c’è un precedente screzio in famiglia rilevato dai militari di Sorso il 19 gennaio, quando Nino Casci – che aveva dei seri problemi di salute – aveva tentato di aggredire proprio il fratello. Ne era nata una baruffa che aveva allarmato il vicinato ma si era conclusa nel migliore dei modi anche grazie all’arrivo dei carabinieri di Sorso nell’appartamento in largo Ruju.

Una serie di circostanze che tingono di giallo la morte del 56enne di Sorso. Il pm Mario Leo ha disposto il sequestro dell’appartamento, che questa mattina verrà esaminato dai militari del nucleo investigativo. Inoltre, il magistrato ha disposto il trasferimento della salma di Nino Casci all’istituto di Patologia forense di Sassari per effettuare l’autopsia, il cui risultato, insieme agli esiti dei rilievi dei militari di questa mattina, potrà sciogliere ogni dubbio sulle cause della morte del 56enne di Sorso.

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