Presidenze commissioni: il Pd si spacca
La corrente Spissu-Lai diserta la riunione Lavori pubblici facendo mancare il numero legale
SASSARI. Il Pd litiga sulle presidenze delle commissioni consiliari a Palazzo Ducale. Ieri mattina la commissione Lavori pubblici, di fatto ingessata da tre mesi, era convocata per l’elezione del presidente, in seguito alle dimissioni, datate 28 ottobre, di Franco Era (CD). Una convocazione richiesta dall’opposizione, ma i quattro consiglieri del Pd che fanno parte dell’organismo (Salvatore Sanna, Stefano Perrone, Pierpaolo Bazzoni e Lello Panu) hanno disertato la riunione, facendo mancare il numero legale e rendendo nulla la seduta, complici le assenze, giustificate, anche dei rappresentanti di Città futura, Sel e Forza Italia. La diserzione del Pd è un segnale di una spaccatura che si sta facendo largo all’interno del gruppo consiliare proprio per le presidenze delle commissioni. Oltre a quella Lavori pubblici, cambierà guida anche quella Politiche sociali (la presidente Carla Fundoni lascia dopo essere stata nominata capogruppo del Pd) e a seguire tutte le altre, secondo un accordo siglato a inizio mandato che prevedeva l’avvicendamento a metà mandato. Un avvicendamento che ora si annuncia complicato. Il problema sono, manco a dirlo, gli equilibri interni fra le varie aree del Pd sassarese. I capigruppo di maggioranza avevano chiuso un accordo che stabiliva la mappa delle nuove presidenze, ma la geografia stabilita a tavolino non è piaciuta a una parte del Pd. Non tutti nella coalizione sarebbero disposti a mettere a disposizione la loro carica, e questo rimette tutto in discussione. A porsi di traverso e chiedere di riaprire le trattative in modo da garantire un vero ricambio e un equilibrio ponderato, condiviso da tutti, sono i consiglieri delle aree Spissu e Lai. La pattuglia è consistente e conta ben 6 consiglieri su 13. Impossibile per il gruppo e per il Consiglio non considerare le loro posizioni e le loro richieste. La grana rischia di paralizzare l’attività di tutte le commissioni. L’impasse secondo la capogruppo Carla Fundoni, non durerà che pochi giorni: «Non esiste alcun problema politico in seno al gruppo consiliare, niente di insormontabile», sostiene l’esponente dem, diradando le nebbie Pd. «La prossima settimana si eleggeranno i presidenti e le attività riprenderanno. Intanto l’accordo sulle presidenze ha bisogno di conferme per poter essere portato avanti senza sorprese. E su questo l’opposizione si prepara a giocare le sue carte per scompigliare i piani della maggioranza, e nelle elezioni dei presidenti di commissioni è pronta anche a votare i possibili candidati della maggioranza che si oppongono a quelli indicati dal Pd. (v.g.)
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