UN “VIAGGIO” PER RISCOPRIRE LA CITTÀ
di DANIELA SCANO Faremo insieme un lungo viaggio dal centro storico a San Pietro, da Porcellana alle borgate. Con i nostri lettori, e grazie alle loro testimonianze, visiteremo tante città nella...
di DANIELA SCANO
Faremo insieme un lungo viaggio dal centro storico a San Pietro, da Porcellana alle borgate. Con i nostri lettori, e grazie alle loro testimonianze, visiteremo tante città nella città. Sassari è anche questo: il centro storico, Latte Dolce, Luna e Sole, Santa Maria di Pisa, l’Argentiera sono altrettanti “pianeti” abitati da una comunità legata da un profondo senso di appartenenza e dall’amore per la propria storia e le proprie tradizioni.
Il viaggio cominciato ieri dalla Nuova Sardegna con l’interessate reportage di Antonio Meloni su Cappuccini proseguirà, settimana dopo settimana, con servizi monografici dedicati ai quartieri sassaresi. Vi parleremo di problemi e di eccellenze, di record straordinari e di qualche maglia nera. Vi parleremo di voi.
Siamo partiti da Cappuccini e abbiamo raccontato cosa non va, cosa funziona e cosa invece dovrebbe migliorare nel rione che un tempo veniva considerato il territorio dorato della “Sassari bene” che viveva nelle ville liberty e che passeggiava all’ombra dei viali alberati.
La notizia è che da troppo tempo chi abita a Cappuccini, pur continuando ad amarlo, pensa di vivere in un quartiere abbandonato.
Sarebbe ingeneroso caricare tutte le criticità accumulatesi nei decenni sulla attuale giunta comunale, attualmente impegnata ad arretrare dall’orlo dell’ennesima crisi di nervi. Tuttavia è anche vero che nell’ormai lontana campagna elettorale del 2014, questi amministratori si impegnarono solennemente a risolvere i problemi. Con questo viaggio, quindi, coltiviamo anche la presunzione di aggiornare l’agenda amministrativa rinfrescando la memoria di chi la scrive circa le aspettative dei cittadini.
Il viaggio però ha anche lo scopo di accompagnare i lettori a riscoprire la grande bellezza di Sassari e il suo esatto contrario. Attraversando i quartieri incontreremo anche brutture che stanno lì da tanto tempo, al punto da considerarle parte del panorama e che invece possono essere eliminate. Un viaggio è anche questo: rivedere e riscoprire uno scenario che cambia sempre.
Il “caso Cappuccini” è emblematico. Quartiere signorile nel passato, oggi è un nobile decaduto che vive di ricordi e malinconia. Ce lo hanno raccontato i passanti e i commercianti che si sono fatti intervistare, mettendoci la faccia, ce lo hanno confermato i nostri occhi. Le storiche strade di Cappuccini sono costellate di buche e di cantieri dimenticati; a quattro anni dal cedimento della condotta, in viale Trieste c’è ancora una transenna in bilico sulla scarpata; l’illuminazione pubblica è insufficiente come i parcheggi. Poi c’è l’eterna incompiuta del parcheggio dell’Auditorium, con i lavori annunciati e mai avviati e che pochi ormai credono che saranno mai realizzati. Può sembrare strano ma è anche a causa di tutti questi “piccoli” problemi che, quando cala la sera, a Cappuccini la gente non si senta più tranquilla come un tempo. È vero che non esistono luoghi immuni da quella che viene chiamata microcriminalità e che, più dei delitti efferati, mina il senso di sicurezza personale. Però è altrEttento vero che la serenità è fatta di tante piccole cose: anche di strade scorrevoli, di notti bene illuminate, di servizi adeguati.
Questo chiedono gli abitanti di Cappuccini, nonostante tutto profondamente innamorati del quartiere dove in tanti degli attuali residenti sono anche nati. Vedremo cosa pensano (e come lo raccontano) del proprio quartiere i sassaresi delle altre “città” che visiteremo nelle prossime tappe del nostro e vostro lungo viaggio in giro per Sassari.
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