Legge urbanistica approvata dalla giunta: più potere ai Comuni e premi volumetrici

L'esecutivo regionale guidato da Pigliaru vara le nuove regole del mattone in Sardegna: mix tra tutela del paesaggio e sviluppo. Novità per l'edilizia privata

CAGLIARI. La legge urbanistica c’è. Non è rivoluzionaria ma neanche ortodossa e rigida. È stata pensata invece per essere equilibrata, sostenibile e flessibile. A giurarlo su ognuno dei 113 articoli, aggettivi compresi, è la giunta Pigliaru. Il presidente lo dice subito: «Piacerà a tutti? Sarà criticata da molti? Chissà, vedremo. Sta di fatto che l’abbiamo costruita su questi tre pilastri». Più un quarto: è semplice, non semplicistica, perché «tutela e valorizza l’ambiente, conferma i vincoli del Piano paesaggistico e del salvacoste, non consuma altro territorio e permetterà all’esistente di ritornare a essere competitivo».

Con in testa alla classifica dei buoni propositi, alberghi e residence, compresi quelli nei 300 metri dal mare: potranno ingrandirsi, ma senza fare sfracelli. Perché quello che conterà da oggi in poi sarà sempre più la qualità, mai il cemento fine a se stesso. A cambiare ruolo saranno anche i Comuni: decideranno loro il futuro di terreni edificabili e agricoli, anche se dovranno confrontarsi e rispettare sempre le regole regionali. Ma potranno proporre, con i privati, grandi progetti d’interesse economico e sociale: saranno valutati, con molta attenzione, e di caso in caso.

L’impianto. Far quadrare i conti e soprattutto le cubature non è stato facile, ci sono voluti diciotto mesi di «lavoro intenso», fa sapere l’assessore all’urbanistica Cristiano Erriu, per presentare «una proposta adesso aperta al contributo di tutti quelli che vorranno darci una mano per migliorala». Certo, ci sono i criticati premi, con le volumetrie destinate ad aumentare sulla costa e nelle città, ma «abbiamo voluto essere molto realisti fino a creare le condizioni indispensabili per uno sviluppo sostenibile». Approvata dalla giunta, dalla prossima settimana sarà sul tavolo del Consiglio, la legge presto comincerà a girare di mano in mano, a essere passata al setaccio da politici, ambientalisti, ingegneri, costruttori, sindaci e da chiunque altro – saranno in molti se non tutti – vorrà dire la sua.

«Ci sarà chi considererà questa legge troppo permissiva, altri diranno l’esatto contrario. Lo sappiamo, ma ad entrambi rispondiamo sin da ora: siamo stati attenti, molto attenti, in ogni passaggio». La difesa del bene comune, di quello che Pigliaru definisce «una grande ricchezza da consegnare alle generazioni future», è stata «la priorità che ci siamo imposti dall’inizio alla fine». Senza avere però il patema di fermare una deriva, leggi saccheggio, che esisteva quando invece la giunta Soru battezzò la sua di legge urbanistica e il Piano paesaggistico. Da allora e per fortuna molto è cambiato, ma la vigilanza continuerà a essere intransigente ma «secondo un moderno equilibrio fra salvaguardia, sostenibilità e sviluppo», per riprendere la sintesi dell’assessore Erriu.

I premi. Sono quelli annunciati dalla Nuova Sardegna. Gli alberghi, dentro e fuori i 300 metri dalla battigia, potranno aumentare le cubature del 25 per cento – e non del 30 come sembrava dalle prime indiscrezioni – mentre nella fascia di massima tutela ancora non potrà essere costruito nulla. L’edilizia privata potrà contare su un premio del 30 per cento fino a un massimo di 120 metri cubi. Sarà del 25, il premio, per gli interventi a favore del risparmio energetico. In campagna, non ci sarà più l’obbligo di aver tre ettari per tirar su casa. La nuova legge mette in fila una scala di grandezze a seconda della coltura: da un ettaro per i fiori e gli ortaggi in serra fino ai 30 nei campi d’orzo, avena e pascolo.

Equilibrio e sostenibilità. L’assessore dice che «tutto è stato previsto» ed ecco perché «abbiamo aperto, con cautela, anche le porte allo sviluppo non solo sulle coste ma anche nelle zone interne». Con i Comuni che dovranno poi, al netto delle aree intoccabili e di quelle agricole, individuare «dove sarà possibile l’espansione edilizia». È un ruolo di «alta responsabilità con la Regione che sarà al fianco delle amministrazioni per ottenere il meglio».

Semplificazione e ambizione. La legge cancellerà in un colpo solo ben 300 articoli oggi sparsi fra Finanziarie, decreti e norme varie. «Abbiamo voluto ridurre al minimo il rischio di future interpretazioni», dice l’assessore Erriu. Poi c’è l’ambizione di «consegnare alla Sardegna una legge che abbracci davvero ogni futura ipotesi e difenda ogni angolo da qualunque tipo di speculazione».

Impatto e prospettive. Va ricordato senza per questo essere portatori di chissà quali possibili disgrazie: nel 2008 la giunta Soru cadde, fino alle dimissioni dell’allora governatore, proprio sulla legge urbanistica. Oggi Pigliaru si dice sicuro che non accadrà: «Ci confronteremo con la maggioranza e siamo pronti a intervenire dove ci renderemo conto della bontà dei suggerimenti». Anche Erriu è pronto «a ragionare su ogni articolo», per ora è soddisfatto, perché «così com’è questa legge non potrà essere certo impugnata dal governo».

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