Una comunità in crisi di identità
L’istantanea scattata durante i “Martedì dell’Archivio” ritrae una città smarrita
SASSARI. Mai come in questi giorni la ricorrenza dei settecento anni degli Statuti Sassaresi offre la possibilità di riflettere sul declino di una città alla spasmodica ricerca di una propria dimensione urbana. Lo hanno fatto l’altra sera lo storico Antonello Mattone e il presidente del consiglio comunale, Esmeralda Ughi, durante il primo appuntamento dei “Martedì dell’Archivio”, iniziativa organizzata nella sala a piano terra dello storico palazzotto di via dell’Insinuazione. L’istantanea scattata durante la conversazione tra lo storico e la rappresentante del Comune, restituisce, anche alla luce della crisi politica in corso, un’immagine impietosa di una città in profonda crisi di identità. Quella che un tempo era considerata la culla della politica nazionale, in cui sono nati e cresciuti capi di stato, leader politici, ministri e sottosegretari ha perso la rappresentanza e il ruolo guida di un territorio martoriato dalla crisi economica e diviso dalle lotte intestine. L’ultimo episodio che ha segnato la fine ideale di questo travagliato percorso è la perdita di una partita importante, quella giocata con l’atavica rivale Cagliari per la conquista della “Città metropolitana”. Una sconfitta cocente che non ha solo dirottato i finanziamenti sul capoluogo regionale, ma, per dirla con le parole di Antonello Mattone, facendo ricorso a una colorita metafora storica, «ha rappresentato la Caporetto della politica sassarese e stravolto la tradizionale divisione tra capo di sopra e capo di sotto che fino a quel momento aveva retto, in qualche modo, i destini dell’isola». Lo stravolgimento di quell’equilibrio geopolitico, secondo la valutazione dello storico, «ha ridimensionato il peso regionale e nazionale della politica sassarese e ciò è avvenuto paradossalmente - ha rimarcato Mattone - proprio mentre a Cagliari governa un presidente della Regione che arriva da Sassari». Diverso il giudizio di Esmeralda Ughi che ha interpretato la sconfitta sulla contesa della Città metropolitana come l’esito di un problema affrontato male perché in quell’occasione sarebbe venuta meno la coesione con Olbia, altra città forte del Nord Sardegna, «Con il risultato - ha spiegato la presidente dell’assemblea civica - che comunque entrambe siamo diventate città satellite che gravitano intorno a Cagliari proprio nel momento in cui il dibattito che ne è seguito avrebbe potuto, invece, rappresentare l’occasione buona per superare le divisioni».
«Di questa crisi anche identitaria avrebbero risentito - secondo Antonello Mattone - le amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni, costantemente alle prese con una realtà sfilacciata in cui l’impoverimento delle campagne, il declino del commercio e dell’industria hanno fatto registrare pesanti ricadute sull’economia e sulla società». Sta di fatto che Sassari, in un arco di tempo relativamente breve, ha perso quel ruolo trainante che ne ha caratterizzato le vicende almeno dalla nascita degli Statuti quando, da comune pazionato, mantenne e difese strenuamente una certa autonomia nella gestione della cosa pubblica. Ma la crisi ha investito anche le istituzioni, tecnicamente impreparate a gestire il cambiamento perché, per dirla con Raffaella Sau, assessore alla Cultura di Palazzo Ducale - intervenuta all’incontro - «l’apparato istituzionale in base al quale amministrano i Comuni ricalca schemi pensati in sede europea che non rispondono più alle logiche delle realtà locali». Al primo incontro, preceduto da una breve introduzione di Paolo Cau - direttore dell’Archivio e promotore dell’iniziativa - farà seguito il secondo, previsto per martedì prossimo.
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