Camping Sant’Igori è tutto prescritto

Il giudice restituisce i terreni alla proprietaria Liberturist srl Erano 220 gli imputati di lottizzazione abusiva a Porto Conte

SASSARI. Prescrizione, rigetto della confisca dei terreni (che era stata chiesta dal pm) e restituzione degli stessi alla società proprietaria, la Liberturist.

Si è chiuso ieri mattina il processo contro i 220 imputati (ossia i titolari di quote della società ma non proprietari dei terreni) nell’ambito dell’inchiesta che ad agosto del 2010 aveva portato al sequestro del camping Sant’Igori di Porto Conte. Secondo gli accertamenti del corpo forestale coordinato dal sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, quel campeggio costituiva una «lottizzazione abusiva». In sostanza veniva equiparato a un complesso di costruzioni selvagge, nate senza le dovute autorizzazioni da parte del Comune di Alghero. Gli imputati – quasi tutti soci della Liberturist Srl, proprietaria del terreno – ieri erano presenti in aula davanti al giudice Gian Cosimo Mura, assistiti dai loro avvocati.

La vicenda aveva origini complesse. Secondo gli inquirenti, roulotte e casette prefabbricate erano sorte su una zona di “salvaguardia assoluta ed ecologica” stando al piano regolatore di Alghero. Le strutture che si sono stratificate nel tempo, a partire dai primi anni Ottanta, per la Procura non sarebbero state amovibili ma vere e proprie abitazioni, con bagni, stradine interne e altro. In questo modo avrebbero, secondo l’accusa, determinato una «trasformazione urbanistica» da inedificabile a residenziale.

Un’inchiesta gemella a quella che, sempre nel 2010, aveva fatto scattare il sequestro del vicino campeggio di Sant’Imbenia (in quel caso gli imputati erano 116). E anche l’epilogo giudiziario è identico. Lo scorso febbraio, infatti, il giudice ha dichiarato non doversi procedere nei confronti degli imputati perché i reati contestati erano «estinti per intervenuta prescrizione» e aveva anche in quel caso disposto la restituzione dei lotti sotto sequestro ai rispettivi proprietari e la trasmissione degli atti al Comune di Alghero.

Due anni fa parte di quell’area, rimasta sempre sotto sequestro, era stata data alle fiamme. Episodio che in aula aveva scatenato la rabbia degli avvocati che da tempo avevano chiesto il dissequestro e l’autorizzazione a entrare nel camping per ripulire, ciascuno per quanto di propria competenza, le porzioni di terreno. Non avevano però ottenuto il permesso dalla Procura.

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