Ma sullo stagno nessun progetto
Grido d’allarme della cooperativa che gestisce il sito: «Rischiamo di chiudere»
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SASSARI. Il rilancio di Platamona in chiave green non può non tenere conto dell’oasi naturalistica in cui si riproducono alcune rarissime specie di volatili.
Un paradiso che negli ultimi sei anni ha visto nascere un Centro di educazione ambientale da cui sono partiti diversi progetti lavorativi portati avanti dalla cooperativa Andalas de Amistade. Purtroppo la scomparsa all’orizzonte di altre linee di finanziamento rischia di far fare un passo indietro a uno dei siti naturalistici più interessanti della Provincia. «I progetti di inclusione socio-lavorativa - spiega Agostino Loriga vice presidente di Andalas - sono il fondamento del progetto di gestione generale dello stagno di Platamona attraverso cui è possibile realizzare le attività di educazione ambientale e tutta una serie di attività ludico-ambientali utili ad una fruizione libera e responsabile dell’area naturalistica. Attualmente non sono previste altre linee di finanziamento destinate alle persone del circuito penale - aggiunge Loriga - pertanto sarà doverosa una riflessione seria con le istituzioni su quale destino si vuol dare allo stagno di Platamona». Eppure dal 2011 allo scorso mese di dicembre Andalas de Amistade ha messo in piedi con l’ufficio esecuzione penale esterna, la casa circondariale di Bancali, l’ufficio servizio sociali minori del Tribunale di Sassari ed il servizio sociale e ambientale di Sorso e la Regione, una rete operativa complessa che ha consentito la realizzazione di 73 percorsi di inserimento lavorativo rivolti a giovani ed adulti del circuito penale. Solo il progetto finanziato da Fondazione con il Sud ha consentito di inserire al lavoro 20 detenuti in due anni. «La bellezza dello stagno - aggiunge Loriga - è dunque protetta e valorizzata da progetti sociali che nascono per affrontare la povertà, la marginalità e la fragilità individuale». È impensabile che il rilancio di Platamona non tenga conto anche per il futuro del lavoro fatto sulle rive dello stagno. (l.f.)
Un paradiso che negli ultimi sei anni ha visto nascere un Centro di educazione ambientale da cui sono partiti diversi progetti lavorativi portati avanti dalla cooperativa Andalas de Amistade. Purtroppo la scomparsa all’orizzonte di altre linee di finanziamento rischia di far fare un passo indietro a uno dei siti naturalistici più interessanti della Provincia. «I progetti di inclusione socio-lavorativa - spiega Agostino Loriga vice presidente di Andalas - sono il fondamento del progetto di gestione generale dello stagno di Platamona attraverso cui è possibile realizzare le attività di educazione ambientale e tutta una serie di attività ludico-ambientali utili ad una fruizione libera e responsabile dell’area naturalistica. Attualmente non sono previste altre linee di finanziamento destinate alle persone del circuito penale - aggiunge Loriga - pertanto sarà doverosa una riflessione seria con le istituzioni su quale destino si vuol dare allo stagno di Platamona». Eppure dal 2011 allo scorso mese di dicembre Andalas de Amistade ha messo in piedi con l’ufficio esecuzione penale esterna, la casa circondariale di Bancali, l’ufficio servizio sociali minori del Tribunale di Sassari ed il servizio sociale e ambientale di Sorso e la Regione, una rete operativa complessa che ha consentito la realizzazione di 73 percorsi di inserimento lavorativo rivolti a giovani ed adulti del circuito penale. Solo il progetto finanziato da Fondazione con il Sud ha consentito di inserire al lavoro 20 detenuti in due anni. «La bellezza dello stagno - aggiunge Loriga - è dunque protetta e valorizzata da progetti sociali che nascono per affrontare la povertà, la marginalità e la fragilità individuale». È impensabile che il rilancio di Platamona non tenga conto anche per il futuro del lavoro fatto sulle rive dello stagno. (l.f.)
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