Progetto didattico a Ploaghe
Bambini e animali amici grazie a “Parla col cane”
PLOAGHE. Si chiama “parla col cane “ ed è un progetto di zooantropologia didattica nato dal desiderio di dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi al mondo degli animali e di guardare ad essi da...
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PLOAGHE. Si chiama “parla col cane “ ed è un progetto di zooantropologia didattica nato dal desiderio di dare ai bambini la possibilità di avvicinarsi al mondo degli animali e di guardare ad essi da una prospettiva diversa. Lo ha messo a punto quest’anno la scuola dell’infanzia paritaria Associazione Asilo infantile “Giovanni Spano” di Ploaghe e il progetto si è concluso nei giorni scorsi.
La zooantropologia è un modo diverso di vedere il rapporto con l’animale e dà valore a quello che nasce dal relazionarsi con esseri viventi diversi da noi. In questa visione l’animale non è più “da” (da compagnia, da caccia, da latte, da carne) ma è un essere vivente, con le proprie caratteristiche, bisogni, emozioni. La zooantropologia propone infatti la valorizzazione della relazione bambino-animale per ottenere benefici di ordine educativo e didattico. L’attività è servita per far giocare, divertire i bambini ma anche per affrontare temi importanti come la comunicazione, l’espressione delle emozioni, la fisiologia e il comportamento degli animali, la cura e il rispetto della natura in genere.
«Gli obiettivi del progetto - spiega la coordinatrice didattica Alessandra Nieddu - erano diversi: costruire una buona predisposizione verso l'animale, avvicinare i bambini alla natura, conoscere il modo di percepire, il comportamento e responsabilizzare i bambini verso il proprio animale, migliorare l'integrazione della classe e la partecipazione all'attività didattica». Ovviamente il progetto, che si è svolto in classe o all’aperto nel cortile della scuola, è stato accolto con grande entusiasmo ed interesse dai bambini e da un punto di vista educativo si è potuto riscontrare che l’interazione con l’animale presenta specifiche valenze formative come la stimolazione della capacità di osservazione e tattili, l’incremento dell’autocontrollo, dell’ascolto e la gestione delle emozioni e lo sviluppo dell’attenzione e dell’osservazione. Ma anche la capacità di cogliere differenze e similitudini, lo stimolo della memoria, l’incremento delle capacità di collaborazione di coordinamento, il miglioramento delle attitudini narrative e la stimolazione di quelle creative.
«Esiste un legame fortissimo e innato tra bambini e animali - spiega il responsabile del progetto, Gabriele Tosciri -, l’attrazione magica che i bambini sentono verso gli animali si spiega in parte, a livello pedagogico, con il fatto che i piccoli percepiscono affinità condivise con gli animali, in termini di irrazionalità, impulsività, emotività pura, curiosità, che differenziano entrambi dal razionalissimo mondo degli adulti».
Mauro Tedde
La zooantropologia è un modo diverso di vedere il rapporto con l’animale e dà valore a quello che nasce dal relazionarsi con esseri viventi diversi da noi. In questa visione l’animale non è più “da” (da compagnia, da caccia, da latte, da carne) ma è un essere vivente, con le proprie caratteristiche, bisogni, emozioni. La zooantropologia propone infatti la valorizzazione della relazione bambino-animale per ottenere benefici di ordine educativo e didattico. L’attività è servita per far giocare, divertire i bambini ma anche per affrontare temi importanti come la comunicazione, l’espressione delle emozioni, la fisiologia e il comportamento degli animali, la cura e il rispetto della natura in genere.
«Gli obiettivi del progetto - spiega la coordinatrice didattica Alessandra Nieddu - erano diversi: costruire una buona predisposizione verso l'animale, avvicinare i bambini alla natura, conoscere il modo di percepire, il comportamento e responsabilizzare i bambini verso il proprio animale, migliorare l'integrazione della classe e la partecipazione all'attività didattica». Ovviamente il progetto, che si è svolto in classe o all’aperto nel cortile della scuola, è stato accolto con grande entusiasmo ed interesse dai bambini e da un punto di vista educativo si è potuto riscontrare che l’interazione con l’animale presenta specifiche valenze formative come la stimolazione della capacità di osservazione e tattili, l’incremento dell’autocontrollo, dell’ascolto e la gestione delle emozioni e lo sviluppo dell’attenzione e dell’osservazione. Ma anche la capacità di cogliere differenze e similitudini, lo stimolo della memoria, l’incremento delle capacità di collaborazione di coordinamento, il miglioramento delle attitudini narrative e la stimolazione di quelle creative.
«Esiste un legame fortissimo e innato tra bambini e animali - spiega il responsabile del progetto, Gabriele Tosciri -, l’attrazione magica che i bambini sentono verso gli animali si spiega in parte, a livello pedagogico, con il fatto che i piccoli percepiscono affinità condivise con gli animali, in termini di irrazionalità, impulsività, emotività pura, curiosità, che differenziano entrambi dal razionalissimo mondo degli adulti».
Mauro Tedde
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