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Sassari

Tumore al seno, le lettere non partono: niente screening

di Gabriella Grimaldi
Tumore al seno, le lettere non partono: niente screening

Scaduto l’accordo con Poste Italiane: bloccate le convocazioni delle donne fino a che l’Ats non procederà a una nuova gara

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SASSARI. In fase di stallo gli screening per la prevenzione delle patologie a carico della mammella, dell’utero e dell’intestino. A causa del mancato rinnovo del contratto con Poste Italiane per la spedizione delle lettere di convocazione delle donne che rientrano nella fascia anagrafica interessata dai controlli e degli utenti di entrambi i sessi per quanto riguarda la prevenzione del tumore al colon retto, il programma portato avanti per anni dalla Asl di Sassari con risultati importanti per la salute pubblica, ora risulta bloccato. Con la conseguenza che le persone che dovrebbero essere convocate per la prima volta per sottoporsi agli esami clinici non verranno contattate e quelle che erano già state visitate due anni fa non saranno al momento richiamate per il controllo.

Così, alle donne che non avevano ricevuto la lettera dall’azienda sanitaria, dopo una lunga attesa al telefono è stato spiegato vagamente che «non abbiamo agende... Ci sono problemi organizzativi». Insomma, al momento il programma è fermo. «Non parlo solo per me - ha detto una paziente che aveva aderito allo screening fin dall’inizio, nel 2006 - ma penso a tantissime donne che sicuramente, a causa di questa grave inefficienza, eseguiranno l’esame in ritardo con il possibile rischio di una diagnosi tardiva e di altre che, convinte di essere chiamate, non lo saranno».

All’origine di questo stallo una ragione che ha dell’incredibile ma che viene confermata dai responsabili del servizio. Fra le gare indette dalla ex Asl c’era anche quella per la convenzione con Poste Italiane per l’invio delle convocazioni a decine di migliaia di donne che rientrano nel programma di prevenzione del carcinoma della mammella (dai 50 ai 69 anni di età). Ciascuna donna riceveva l’invito a presentarsi in una certa data e a una certa ora nelle strutture sanitarie indicate per eseguire la mammografia. Se tutto era in regola ricevevano una seconda lettera con la quale si comunicava l’esito del controllo e si avvisava che dopo due anni ci sarebbe stato un nuovo invito. Chi invece aveva necessità di essere sottoposta ad approfondimenti veniva contattata o per telefono o per mail. Ebbene, quella gara è scaduta a maggio di quest’anno, solo che nel frattempo la Asl di Sassari è entrata a far parte dell’Ats, l’azienda regionale che accentra tutte le gare e gli acquisti. «Fino a quando l’Ats non rinnoverà il contratto con una gara gli inviti non potranno essere spediti per lettera - spiega Antonio Genovesi, responsabile Assl dei programmi di screening di prevenzione delle patologie oncologiche della mammella, della cervice uterina e del colon retto -. Stiamo studiando soluzioni transitorie in modo da ridurre al minimo il disagio». A quanto pare si sta pensando di contattare per telefono o per mail le donne che hanno lasciato questi recapiti nel corso dei precedenti controlli. Ma il problema rimane per quanto riguarda le prime convocazioni. «Purtroppo - continua Genovesi - ci siamo trovati in una congiuntura negativa. Come è già noto non si può in alcun modo prorogare contratti fatti in precedenza e, nel caso degli screening, dai primi di maggio l’accordo con Poste Italiane ha perso ogni validità. Adesso è necessario attendere che gli uffici dell’Ats, ma ci hanno comunicato di essere già al lavoro, procedano a una nuova convenzione per l’invio delle lettere».

Un’altra delle conseguenze negative derivanti dalla rivoluzione del sistema sanitario in Sardegna. In questo caso rischia di essere compromessa un’attività che non solo è di grande beneficio per la salute pubblica, in particolare delle donne, ma molto positiva anche per le casse della Regione: il risparmio evitando le cure di una patologia oncologica con gli interventi chirurgici, i ricoveri e i farmaci costosissimi è enorme.

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