Vandali al volante a Stintino, col fuoristrada fino alla torre delle Saline

Il conducente ha ignorato i cartelli di divieto e ha attraversato la zona umida fino al mare

STINTINO. Con i fuoristrada si può arrivare ovunque, percorrere zone umide, calpestare una prateria di Salicornia e fermare i motori nelle immediate vicinanze di una zona di nidificazione di specie protette, dove è proibito l’ingresso anche alle persone. É quello che è accaduto giovedì vicino alla spiaggia delle Saline, a pochi passi dalla caratteristica torre in fase di restauro, con le strutture attualmente protette dalle impalcature. Il fuoristrada - con una vistosa stella bianca sulla portiera - si è infilato in un varco lasciato libero dal guardrail e poi ha percorso tutta la stradina, calpestando la zona umida. Il conducente ha ignorato i cartelli che sottolineano come il territorio sia di massima tutela perché interessato dalla presenza di specie protette che lo scelgono per nidificare.. L’esempio delle Saline è la dimostrazione, purtroppo, che non sono sufficienti recinzioni, guardrail e cartelli di divieto per impedire l’invasione delle aree di massima tutela, dove i motori di qualunque genere sono banditi.

Non è la prima volta che il litorale tra Stintino e Porto Torres viene preso di mira da “invasori” senza scrupoli e da nuovi conquistatori che ritengono di poter disporre a proprio piacimento, talvolta anche in esclusiva, di alcuni degli angoli più belli delle coste della Sardegna. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato dello sbarco in gommone degli inservienti - partiti da un mega yacht - che hanno lottizzato un pezzo della spiaggia delle Bombarde sistemando lettini, ombrelloni e asciugamani e montando poi una discreta guardia in attesa dei vip che - in realtà- non si sono mossi dall’imbarcazione. Dopo le proteste dei bagnanti tutte le attrezzature sono state ritirate e caricate sul gommone che è ripartito attraversando la zona frequentata dai bagnanti (quindi vietata). A Ezzi Mannu, invece, le ruspe hanno rimosso - dopo una vertenza durata anni e finita anche con un esposto in Procura da parte del Wwf - la vecchia recinzione che delimitava l’accesso al mare e che consentiva a una società privata di fare pagare il pedaggio di 5 euro per ogni auto. I veicoli poi parcheggiavano sulle dune in un’area Sic di massima salvaguardia. In questo caso non c’era bisogno di fuoristrada per commettere violazioni. Bastava pagare.

 

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