Ufficio di collocamento la beffa che dura da anni
di Gavino Masia
La prima apertura era stata annunciata nel 2015, poi una lunga serie di rinvii Negato il servizio atteso da migliaia di disoccupati e da chi cerca un lavoro
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PORTO TORRES. Per i migliaia di disoccupati portotorresi continua anche in piana estate il viaggio della speranza verso Sassari per timbrare il cartellino o vedere le posizioni nelle graduatorie per i lavori a tempo determinato. L’ufficio di collocamento di via Balai è infatti ancora chiuso al pubblico dopo gli annunci trionfalistici e la varie assicurazioni date dagli amministratori locali. Diversi cittadini stanno protestando per questi ritardi incomprensibili e anche per le difficoltà logistiche-economiche di potersi recare verso il quartiere del Latte Dolce dove c’è la sede dell’ufficio provinciale del Lavoro. Eppure nel maggio scorso era stata annunciata la firma del contratto da parte del dirigente comunale dell’Area tecnica - ingegner Claudio Vinci – con l’Agenzia regionale per il lavoro per portare a conclusione l’iter procedurale della struttura. Le attività previste dall’accordo si dovevano concretizzare nella messa a disposizione da parte dell’Agenzia per il lavoro di personale qualificato, già impiegato nei Csl della provincia di Sassari, e da parte dell'amministrazione Comunale nella consegna dei locali e del supporto logistico per lo svolgimento del servizio per il lavoro. Anche il vicesindaco Marcello Zirulia - rispondendo ad una segnalazione in consiglio comunale - aveva fatto capire che a breve gli utenti portotorresi avrebbero finalmente potuto timbrare il cartellino e controllare le graduatorie nell’ufficio della propria città. «L’immobile è pronto – aveva detto Zirulia – ed è previsto un incontro con la Provincia per firmare il contratto di comodato, che permetterà di spostare gli uffici nella sede di Porto Torres».
Con l’arrivo della bella stagione tutto si è però fermato e per i disoccupati e inoccupati domiciliati nel comune turritano è arrivata la beffa estiva. La prima data di apertura dell’immobile resa nota dal Comune era nel 2015, dopo la conclusione del cablaggio delle stanze di competenza, ma a quanto pare i tempi si erano poi dilatati perché la prima gara di appalto per l'acquisto dei materiali da utilizzare nella ristrutturazione andò deserta. Dopo un anno i materiali indispensabili per il completamento del bagno, funzionale anche per gli utenti disabili, e gli impianti di climatizzazione erano stati piazzati e mancava solo la firma del dirigente per procedere ad aprire l’ufficio territoriale. L’alto numero dei disoccupati destinatari dei servizi per il lavoro è tale da giustificare l’apertura di uno sportello, così come esisteva molti anni prima. Ora la collettività vuole capire il perché di questo ritardo nel rendere operativa la struttura, dopo aver concluso le opere, che principalmente va a colpire i senza lavoro.
Con l’arrivo della bella stagione tutto si è però fermato e per i disoccupati e inoccupati domiciliati nel comune turritano è arrivata la beffa estiva. La prima data di apertura dell’immobile resa nota dal Comune era nel 2015, dopo la conclusione del cablaggio delle stanze di competenza, ma a quanto pare i tempi si erano poi dilatati perché la prima gara di appalto per l'acquisto dei materiali da utilizzare nella ristrutturazione andò deserta. Dopo un anno i materiali indispensabili per il completamento del bagno, funzionale anche per gli utenti disabili, e gli impianti di climatizzazione erano stati piazzati e mancava solo la firma del dirigente per procedere ad aprire l’ufficio territoriale. L’alto numero dei disoccupati destinatari dei servizi per il lavoro è tale da giustificare l’apertura di uno sportello, così come esisteva molti anni prima. Ora la collettività vuole capire il perché di questo ritardo nel rendere operativa la struttura, dopo aver concluso le opere, che principalmente va a colpire i senza lavoro.
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