Rubate a Buddusò le offerte dei fedeli
di Nino Muggianu
I ladri hanno portato via la cassaforte della chiesa campestre di Santa Reparata. Il bottino è di 7mila euro
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BUDDUSÒ. Furto sacrilego nella chiesa di Santa Reparata. Nella notte fra martedì e mercoledì, i ladri hanno asportato la cassaforte con le offerte per la chiesa, forse 7 mila euro, raccolti in occasione della festa che si era tenuta il giorno prima. Un atto condannato da tutta la popolazione e dal sindaco Giovanni Antonio Satta, che annuncia che il comune si costituirà parte civile per il danno d'immagine.
A scoprire il furto sono stati i due sacerdoti del paese parroco e viceparroco anche di Osidda,don Nino e don Stefano. Proprio il parroco don Nino ha dato la notizia che ha indignato tutti i buddusoini.
Martedi si era tenuta la messa di ringraziamento per quanti avevano aiutato per la riuscita della festa. Tutto era tranquillo e a posto.
Nella notte il colpo. I ladri, che probabilmente hanno festeggiato con tutti gli altri ospiti arrivati da molti centri dell'isola, assicuratisi che il campo fosse libero (la chiesa campestre è a un paio di chilometri dal centro abitato) sono entrati in azione. Hanno prima forzato la porta della chiesa poi hanno iniziato a lavorare per estirpare dal muro la cassaforte con tutte le offerte dei fedeli raccolte durante la festa. L’ipotesi è che all’interno ci fossero circa settemila euro, la somma raccolta gli ultimi anni. Quando i sacerdoti sono andati a ritirare le offerte hanno trovato l’amara sorpresa: la cassaforte era sparita e le porte erano spalancate.
Non è rimasto altro che presentare la denuncia nella caserma dei carabinieri che hanno già avviato le indagini per scoprire gli autori del furto sacrilego.
«Con questo gesto – commenta il sindaco Giovanni Antonio Satta – si manda in frantumi quanto abbiamo costruito in questi anni per onorare la santa più venerata del nostro paese. Mi auguro che chi si è macchiato di questo ignobile gesto venga immediatamente individuato. L’amministrazione comunale si costituirà parte civile nei confronti di chi ha compiuto questo gesto e per il danno, oltre a quello economico, di immagine subiti dall’intera comunità».
Lunedì alle 17, 30 si terrà la celebrazione di una messa di riparazione.
«Immaginatevi il dispiacere e anche la delusione non solo nostre ma di tutti coloro che hanno nobilitato la festa col loro servizio generoso e gratuito soprattutto del comitato in carica e dei soprastanti del 2017. Più che dalla mancanza delle offerte (che in questi tempi si fa sentire) ci sentiamo feriti come comunità buddusoina. È chiaro – aggiungono don Nino e don Stefano – che santa Reparata perdona e anche noi non possiamo non perdonare pur condannando l’ignobile atto che è una ingiuria verso tutti noi e verso i tanti pellegrini che con fede hanno partecipato alla festa, felici dei momenti di accoglienza e di preghiera. Ci ripromettiamo di celebrare una messa davanti alla Santa, nella sua chiesa, come momento di riparazione. Che Santa Reparata – concludono i due sacerdoti – possa cambiare il cuore di chi ha commesso questo gesto ignobile».
A scoprire il furto sono stati i due sacerdoti del paese parroco e viceparroco anche di Osidda,don Nino e don Stefano. Proprio il parroco don Nino ha dato la notizia che ha indignato tutti i buddusoini.
Martedi si era tenuta la messa di ringraziamento per quanti avevano aiutato per la riuscita della festa. Tutto era tranquillo e a posto.
Nella notte il colpo. I ladri, che probabilmente hanno festeggiato con tutti gli altri ospiti arrivati da molti centri dell'isola, assicuratisi che il campo fosse libero (la chiesa campestre è a un paio di chilometri dal centro abitato) sono entrati in azione. Hanno prima forzato la porta della chiesa poi hanno iniziato a lavorare per estirpare dal muro la cassaforte con tutte le offerte dei fedeli raccolte durante la festa. L’ipotesi è che all’interno ci fossero circa settemila euro, la somma raccolta gli ultimi anni. Quando i sacerdoti sono andati a ritirare le offerte hanno trovato l’amara sorpresa: la cassaforte era sparita e le porte erano spalancate.
Non è rimasto altro che presentare la denuncia nella caserma dei carabinieri che hanno già avviato le indagini per scoprire gli autori del furto sacrilego.
«Con questo gesto – commenta il sindaco Giovanni Antonio Satta – si manda in frantumi quanto abbiamo costruito in questi anni per onorare la santa più venerata del nostro paese. Mi auguro che chi si è macchiato di questo ignobile gesto venga immediatamente individuato. L’amministrazione comunale si costituirà parte civile nei confronti di chi ha compiuto questo gesto e per il danno, oltre a quello economico, di immagine subiti dall’intera comunità».
Lunedì alle 17, 30 si terrà la celebrazione di una messa di riparazione.
«Immaginatevi il dispiacere e anche la delusione non solo nostre ma di tutti coloro che hanno nobilitato la festa col loro servizio generoso e gratuito soprattutto del comitato in carica e dei soprastanti del 2017. Più che dalla mancanza delle offerte (che in questi tempi si fa sentire) ci sentiamo feriti come comunità buddusoina. È chiaro – aggiungono don Nino e don Stefano – che santa Reparata perdona e anche noi non possiamo non perdonare pur condannando l’ignobile atto che è una ingiuria verso tutti noi e verso i tanti pellegrini che con fede hanno partecipato alla festa, felici dei momenti di accoglienza e di preghiera. Ci ripromettiamo di celebrare una messa davanti alla Santa, nella sua chiesa, come momento di riparazione. Che Santa Reparata – concludono i due sacerdoti – possa cambiare il cuore di chi ha commesso questo gesto ignobile».
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