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Sassari

La protesta nei convitti si allarga a tutta l’isola

La protesta nei convitti si allarga a tutta l’isola

Dopo i tagli all’organico, domani assemblea regionale degli educatori a Oristano I sindacati: «La Regione esca dal silenzio e garantisca il diritto allo studio» 

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SASSARI. Aumentano gli studenti nei convitti e semiconvitti e il ministero dell’Istruzione cosa fa? Taglia il numero degli educatori, cancellando posti di lavoro e privando gli studenti di una figura indispensabile, anche per la stessa sicurezza dei ragazzi. È questo il paradosso emerso dalla dura denuncia dei sindacati sul grave stato degli organici in tutte le istituzioni educative della Sardegna. Ieri mattina, al Convitto nazionale Canopoleno, Cgil, Cisl e Snals e gli stessi educatori del coordinamento provinciale in stato d’agitazione, hanno messo il dito su una delle tante piaghe della scuola italiana e in particolare della scuola sarda, che con i convitti offre opportunità di studio a quei bambini e ragazzi che non hanno la classe a portata di casa e devono svolgere altrove gli studi. Non è un caso che la Sardegna, per le sue condizioni territoriali, sia quarta in classifica per numero di convitti (dieci in tutto), preceduta da Calabria, Veneto e Lazio.

Nell’isola quest’anno, a fronte dei 1594 studenti iscritti, ci si è ritrovati con un taglio di 35 figure professionali su un fabbisogno previsto di 184. Una scure che ha colpito gli istituti professionali (dall’Alberghiero all’Agrario) fino ai licei. Il Canopoleno sassarese, ad esempio, vede mancare 8 operatori, e pensare che l’accoglienza nell’istituto si è estesa anche agli studenti del licei coreutico e musicale dell’Azuni e del corso di informatica. Non solo, proprio i convitti sono stati individuati dalla legge per la “Buona scuola” come campus e luoghi per ospitare gli studenti stranieri. Ma con i numeri attuali, come si fa ad accoglierli, se gli educatori non riescono a coprire tutti i turni già adesso? Riflessioni arrivate dalla dirigente del Canopoleno, Vanna Contini.

Ha detto Luigi Canalis, segretario provinciale della Flc Cgil: «La misura è colma, si stanno penalizzando convittori, lavoratori e famiglie, la Regione rimane silente e incapace di imporsi sulle politichescolastiche governative». E Maria Luisa Serra, della Cisl Scuola: «I convitti sono uno strumento utile, lo dicono gli studi fatti a proposito, per abbattere la dispersione scolastica e invece si procede in direzione contraria facendo mancare il personale e creando problemi di sicurezza». Da Irene Sanna, dello Snals, l’annuncio di «possibili azioni legali a tutela della categoria». Mentre Rosario Musmeci, del coordinamento provinciale educatori ha annunciato che la protesta si sta estendendo a tutta l’isola e che sabato 16, a Oristano, nell’Istituto Mariano IV, alle 11, si terrà l’assemblea di costituzione del coordinamento regionale. La vertenza si fa più dura.

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