Il Fai: «Un atto di coraggio per salvare la Pelosa»

L’associazione chiede di limitare l’assalto dei bagnanti nella spiaggia di Stintino «Tutti i Comuni tutelino le loro coste, anche a rischio di misure impopolari»

SASSARI. Un atto di coraggio per salvare la Pelosa. Il Fai (Fondo Ambiente Italiano) interviene dopo le denunce del Wwf e dell’ex parlamentare Mario Segni sull’assalto perpetrato anche questa estate sulla spiaggia di Stintino. E chiede, al sindaco del borgo marinaro e a tutti i sindaci che nel loro territorio custodiscono tratti di costa che hanno reso famosa la Sardegna in tutto il mondo, di attuare interventi immediati per limitare l’assalto dei bagnanti «anche a costo di una certa impopolarità».

«Abbiamo visto cosa succede alla Pelosa – dice Maria Teresa Accardo, presidente della sezione sassarese del Fai –. La spiaggia viene sepolta da migliaia di asciugamani, calpestata senza tregua da maggio a ottobre, coperta da centinaia di ombrelloni. Non respira, non si asciuga la sua famosa sabbia candida, che già oggi è un bel ricordo; tutto intorno solo traffico di automobilisti esasperati alla caccia di un parcheggio impossibile». Non è certo questo il paesaggio incantato che ci si aspetta in Sardegna, è la riflessione del Fai. «E infatti sono già in tanti a voltare le spalle delusi e anche indignati dal poco rispetto riservato a un luogo incomparabile», avverte la presidente Accardo. Che chiede di porre riparo a una situazione così preoccupante sotto il profilo ambientale e così incivile chiamando in campo l’amministrazione di Stintino. «Dovrebbe ispirarsi, almeno in via sperimentale o parziale, alle misure già in atto in altri luoghi in Sardegna e altrove, adattandole alla situazione locale, anche a costo di una certa impopolarità», sollecita il Fai. Perché il tempo stringe. «Non si può aspettare la ventilata chiusura della strada, l’esproprio dei terreni, la creazione di parcheggi alternativi, tutti interventi dai tempi lunghissimi, senza fare assolutamente nulla – sottoliena Maria Teresa Accardo –, mentre noi nutriamo la speranza che già dall’anno prossimo si possa prenotare una mattinata alla Pelosa e finalmente viverla in santa pace». Perché «insieme alle immancabili critiche il sindaco di Stintino avrebbe certamente il consenso incondizionato di quanti hanno a cuore la tutela del nostro paesaggio e il futuro del turismo nell’isola. Ma in realtà tutti i sindaci della Sardegna, in una medesima ottica dell’accoglienza, dovrebbero affrontare uniti la sfida non più rinviabile di ricevere al meglio i visitatori salvando la peculiarità dei panorami e delle nostre atmosfere che rendono il territorio ancora così desiderabile». Accardo ricorda la lettera del presidente nazionale del Fai, Andrea Carandini, al presidente della Regione Francesco Pigliaru, «in cui auspicava, a proposito della nuova legge urbanistica «che non venga messo a rischio “il prezioso patrimonio ambientale e paesaggistico che fa spiccare la Sardegna in Italia e nel mondo. Perché ciò che si perde in questo campo è per sempre”. E con la Pelosa malridotta e degradata Stintino perderebbe la sua perla più preziosa».(p.f.)

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