Mancano le urbanizzazioni tempi lunghi per le case popolari

Previsto un investimento aggiuntivo di 120mila euro per gli impianti, ma potrebbe non bastare Continua l’attesa per la graduatoria definitiva, in tanti aspirano a ottenere uno dei 49 alloggi

PORTO TORRES. Mancano ancora le urbanizzazioni primarie nei 49 alloggi a canone sostenibile di edilizia pubblica residenziale di proprietà del Comune. E dunque si allungano decisamente i tempi per la consegna delle abitazioni di via Falcone-Borsellino, nonostante le varie assicurazioni arrivate dagli amministratori in risposta ad interrogazioni e segnalazioni proposte nei vari consigli comunali. A quanto pare l’amministrazione comunale dovrebbe affidare a breve i lavori per la realizzazione degli impianti fognari, per l’impianto di illuminazione e per la pavimentazione completa di tutta la zona esterna alle case. Un investimento di 120mila euro, che potrebbe comunque non bastare considerando che gli interventi da fare non dovrebbero essere pochi. Di certo si sa che è stato modificato il progetto originale presentato nella precedente legislatura, con conseguenti ritardi per l’approvazione della perizia di variante, che tra le altre cose non prevede più il tetto a giardino e l’impianto termico e le pareti divisorie in cartongesso. Anche le strade interne ai fabbricati, previste originariamente in terra stabilizzata secondo la tecnica di bioedilizia, saranno ora realizzate in calcestruzzo architettonico. Al danno del ritardo causato dalla modifica progettuale – che dovrebbe comportare un ulteriore esborso di denaro dalle casse comunali – si aggiunge pure la beffa della graduatoria definitiva degli aventi diritto ai 49 alloggi che non è stata ancora pubblicata nell’albo pretorio del Comune. La giunta comunale ad inizio 2017 aveva approvato l’istituzione dell’ufficio comunale per la formazione della stessa e, dopo aver analizzato i ricorsi di alcune famiglie, aveva assicurato che a metà settembre si sarebbe concluso l’iter procedurale. Una situazione intricata e per certi versi anomala quella che sta accompagnando la vicenda dei 49 appartamenti a canone sostenibile, finanziati diversi anni fa con 5 milioni di euro, 700mila a carico del Comune, dal ministero delle Infrastrutture e dalla Regione. Eppure c’è in atto una emergenza abitazioni che sta provocando problemi di occupazioni abusive da parte dei senza lavoro, frutto di nuove povertà generate, purtroppo, dalla mancanza di alternative occupazionali. Una sofferenza economica che coinvolge tantissimi disoccupati, che si trovano poi costretti a rivolgersi ai servizi sociali comunali per poter far fronte al pagamento degli affitti. Per alcuni di loro – che hanno già ricevuto lo sfratto o vivono in vere e proprie catapecchie - rimane viva la speranza dei 49 appartamenti e si recano quotidianamente negli uffici comunali per sapere quando è possibile vedere l’elenco definitivo dei nomi degli aventi diritto e soprattutto se queste abitazioni potranno essere finalmente consegnate prima dell’arrivo dei mesi invernali.

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